eventi tolkieniani

Acquaneve


Lettera: lettera A
Categoria: corsi d'acqua
Divisione: fiumi di Rohan
Versione inglese: Snowbourn
Altri nomi: Roh. Snāwburna1
Fonti: ISdA (V,3; App. F, II), RI (III, 5); HoME (VIII), Guida
citazione Citazione  
[...] Clivovalle fu innanzi a loro, con le sue acque rumoreggianti nella sera. Là il bianco Acquaneve, raggiunto dal suo affluente, si precipitava spumeggiando sulle pietre e scendeva rapido sino a Edoras, ai suoi verdi colli e alle pianure.
J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003



L'Acquaneve era una fiume di Rohan che sgorgava dallo Starkhorn (con un letto profondo e incassato) e scorreva per Clivovalle2 (lungo la parete occidentale del vallone) e ai piedi di Edoras (raggiungibile tramite un guado che portava ad un'ampia pista accidentata): qui scorreva veloce nella pianura, e poco oltre i piedi dei colli descriveva una larga curva e proseguiva verso est ad alimentare il lontano Entalluvio. Si univa all'Entalluvio fra boschetti di salici, a dodici leghe ad Est di Edoras (qui sostarono i Rohirrim prima di giungere alla Battaglia dei Campi del Pelennor).
Dalla mappa del Signore degli Anelli si nota che il fiume separava l'Estfalda dall'Ovestfalda.


fiume Acquaneve

il fiume Acquaneve e dintorni (mappa schematica)


In RI, III, 5 (Appendice) si dice che l'Acquaneve (fino alla sua confluenza con l'Entalluvio e quindi a nord, lungo quest'ultimo) era il confine delle Marche Orientale ed Occidentale.
Nel sentiero di Clivovalle vi era un guado sassoso3: quando Théoden e Merry vi giunsero (9 marzo 3019 T.E.) esso era sorvegliato).
Lungo il corso dell'Acquaneve vi erano i villaggi di Sottoclivo e Upburnan.

 

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Note:

1 Nome Rohirric in Guida.
2 In una primitiva concezione (v. HoME, VII.238) l'Acquaneve dalle alture cadeva innnanzi al rifugio di Dunclivo e proseguiva il suo corso scendendo lungo la parete sottostante.
3 In una primitiva concezione si trattava di un ponte di pietra costituito da 'un semplice arco, ampio e basso, senza alcun orlo o parapetto' (J.R.R. Tolkien, The Treason of Isengard, HarperCollins, 2002, p.245).