eventi tolkieniani

Alberello Bianco


Lettera: lettera A
Categoria: alberi
Divisione: alberi
Versione inglese: sapling of the White Tree
Fonti: ISdA (App. B)
citazione Citazione  
[...] al bordo della neve spuntava un alberello non più alto di tre piedi. Aveva già delle giovani foglie lunghe ed esili, scure sopra e argentee di sotto, e in cima un piccolo grappolo di fiori scintillava come la neve illuminata dal sole.
J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003



alberello bianco (lett. "virgulto dell'Albero Bianco" e l'originale inglese ha i termini in minuscolo) è un vocabolo utilizzato da Tolkien per indicare l'alberello trovato da Aragorn sul Mindolluin il 25 giugno 3019 T.E.).
Quella notte Gandalf condusse Aragorn di notte fuori dalla Città, e insieme si recarono alle falde meridionali del Monte Mindolluin. Qui trovarono un antico sentiero che pochi ormai tentavano di percorrere poiché conduceva in cima alla montagna. Questo era un luogo in cui soltanto i re solevano recarsi. Si trattava di un altipiano che, sotto le nevi delle elevate vette, sovrastava il precipizio alle spalle di Minas Tirith.
Su invito di Gandalf, Aragorn vide che alle sue spalle si trovava un pendio roccioso che scendeva dalle alture innevate. Notando che in mezzo al deserto cresceva qualcosa, si arrampicò e scorse un alberello proprio al bordo della neve.
L'alberello era alto meno di tre piedi (cioè meno di 91,44 cm) e non aveva più di sette anni: possedeva giovani foglie lunghe ed esili (scure sopra e argentee sotto) e alla sommità aveva un grappolino di candidi fiori.


alberello bianco
© Darrell K. Sweet - The White Sapling (partic.)


L'alberello era della linea di Nimloth, l'Albero Bianco di Númenor, e quindi discendente di Telperion.
Re Elessar lo piantò a Minas Tirith, al centro del Cortile della Fontana ove giacevano i resti dell'Albero Bianco.
Presto crebbe e fu pieno di fiori.


Note:

1 In una versione primitiva Gandalf ed Aragorn dovevano scavare in profondità per estrarre l'alberello (v. HoME, IX.58).