Azanulbizar
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Azanulbizar era il termine khuzdul che i Nani usavano per designare la valle circondata dalle Montagne di Moria: Dentargento (Celebdil), Vettanubi (Fanuidhol) e Cornorosso (Caradhras).
Al centro della valle si trovava il lungo ed ovale Mirolago, e poco più in basso un profondo pozzo di gelida acqua da cui nasceva l'Argentaroggia (Celebrant).
Alla sommità settentrionale, dal Valico Cornorosso partiva la Scala dei Rivi Tenebrosi accanto alla quale scendeva un'interminabile scalinata di piccole cascate.
Nella parte occidentale della valle si apriva il Cancello Est di Moria.
Dal Cancello una via lastricata conduceva vicino il prato del Kheled-zâram (e all'adiacente Pietra di Durin) e proseguiva fino ad uscire dalla valle.
© Alan Lee - Dimrill Dale
In tempi remoti, all'epoca del risveglio del popolo dei Nani, Durin il Senzamorte giunse ad Azanulbizar, e fondò il regno di Khazad-dûm (poi Moria) di cui la Valle dei Rivi Tenebrosi divenne parte.
Nel 1980 T.E. i Nani, cercando sotto il Barazinbar filoni di mithril, scavarono troppo a fondo e risvegliarono un Balrog che uccise Durin VI.
Suo figlio Náin I fu ucciso l'anno seguente e i Nani vennero decimati e costretti a fuggire da Khazad-dûm.
Nel 2790 T.E. Thrór, avendo continuamente rimuginato per anni sull'antico splendore di Moria, decise di tornare a Khazad-dûm.
Allora dal Dunland si recò a nord con un suo vecchio compagno di nome Nár: essi superarono il Valico Cornorosso e giunsero ad Azanulbizar.
Al loro arrivo il Cancello di Moria era aperto e Nár supplicò Thrór di essere cauto, ma questi non vi fece caso ed entrò. Nár non lo vide più uscire e per molti giorni rimase lì, nascosto, finché una sera un corpo venne scaraventato sugli scalini esterni: era il corpo decapitato di Thrór, ucciso dall'Orco Azog (vedi).
Allora Nár fuggì lungo il corso dell'Argentaroggia e si recò da Thráin, figlio di Thrór.
Questi pianse e si strappò la barba, e per sette giorni non prounciò parola, poi decise di muovere guerra agli Orchi: inviò dei messi che recassero la notizia a nord, est e ovest. In tre anni fu radunato l'esercito dei Nani, pieni di furore per il disonore subìto dall'erede del Più Anziano della loro razza.
I Nani attaccarono e saccheggiarono una dopo l'altra tutte le fortezze degli Orchi, da Gundabad al Fiume Iridato. I Nani avevano la vittoria in pugno ed inseguirono Azog dappertutto.
Infine tutti gli Orchi superstiti si rifugiarono a Moria. Allora l'esercito dei Nani, li inseguì e giunse ad Azanulbizar: quando i Nani videro il Cancello Est lanciarono un urlo che rimbombò nella valle. Allora avvenne la Battaglia di Azanulbizar (2799 T.E.) che vide la vittoria dei Nani e l'uccisione di Azog per mano di Dáin Piediferro.
Finita la battaglia, tutti i Nani superstiti si riunirono ad Azanulbizar: essi presero la testa di Azog e la infilzarono in cima a un'asta. Tuttavia quella notte però non vi furono né feste né canti, poiché meno della metà erano sopravvissuti.
A cuasa del Balrog i Nani non entrarono in Moria e si sparpagliarono nuovamente, ma prima, con grande fatica, spogliarono tutti i loro morti, per impedire agli Orchi di impadronirsi delle armi e delle cotte di maglia. Inoltre innalzarono molti roghi e bruciarono tutti i cadaveri dei loro compagni: nella valle furono abbattute molti alberi, che non ricrebbero mai più, e il fumo dei roghi fu visto persino a Lórien.
Nel 2989 Balin guidò una compagnia di Nani (fra cui Ori, Flói, Frár, Nóli e Oin) che riuscì ad impossessarsi del Cancello Est e a fondare una colonia in Moria.
Per cinque anni risucirono a compiere grandi opere, ma nel 2994 la colonia fu sopraffatta ed sterminata: Balin fu ucciso nella Valla dei Rivi Tenebrosi, mentra da solo si recava al Mirolago.
Il 15 gennaio 3019, quando la Compagnia dell'Anello uscì da Moria, la strada lastricata era in dissesto ed accidentata, e diveniva presto un viottolo serpeggiante tra l'erica e gli sterpi che spuntavano dalle pietre spaccate. Lungo il viottolo, in alcuni punti si potevano ancora vedere le rovine di opere in pietra, e montagnole verdi dove crescevano betulle o abeti.
Gimli condusse Frodo al Miroloago e alla Pietra di Durin: essa era sbrecciata e logora, e le pallide rune incise tutt'intorno risultavano illeggibili.
Il 15 febbraio, prima della partenza della Compagnia dell'Anello da Lórien, Haldir riferì che la valle era piena di vapori e di nubi di fumo: ciò era stata generato dalla Battaglia del Picco tra Gandalf ed il Balrog.
© Ian Miller - Azanulbizar
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Note:






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