Azog
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| Divisione: Orchi di Moria |
| Date: ?-2799 T.E. |
| Fonti: H1 (1; 17), ISdA (App. A, III), RI (III, 3), HoME (VII; XII) |
Azog era un grande orco di Moria, padre di Bolg.
Nel 2790 T.E. il Nano Thrór, accompagnato da Nár, giunse ad Azanulbizar con l'intenzione di entrare in Moria.
Il Cancello Est era aperto. Nár supplicò Thrór di essere cauto, ma egli non vi fece caso, ed entrò con spavalderia. Nár non lo vide più uscire e rimase lì nascosto per molti giorni, finché una sera un corpo venne scaraventato oltre la soglia. Allora Nár, temendo che si trattasse di Thrór, si avvicinò al corpo, ma una voce orchesca gridò dal Cancello:
« Coraggio, barbuto! Ti vediamo benissimo. Ma non devi avere paura, oggi. Ci servi come messaggero ».
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)
Nár si avvicinò al corpo e scoprì che era proprio quello di Thrór, mutilato però della testa, che giaceva bocconi.Allora l'Orco rise e disse:
« Se i mendicanti non aspettano alla porta, ma entrano di nascosto e cercano di rubare, ecco come li trattiamo. Se altri della tua gente ficcano ancora le loro luride barbe qui dentro, avranno il medesimo trattamento. Vaglielo a dire! E se la sua famiglia desidera sapere chi è adesso il re qui dentro, il nome è scritto sul viso. Io l'ho scritto! Io l'ho ucciso! Io sono il padrone! ».L'Orco aveva marchiato a fuoco (in rune nanesche) il proprio nome, AZOG.
(J.R.R. Tolkien, The Lord of the Rings, Allen & Unwin, 1968)
Quando Nár si chinò per prendere la testa, Azog gli intimò di posarla a terra e di andarsene. Inoltre lanciò al Nano un sacchetto che conteneva qualche monetina di scarso valore.
Allora Nár fuggì lungo il corso del Celebrant, e voltandosi notò che gli Orchi erano usciti dal Cancello Est e stavano facendo a pezzi il corpo di Thrór, gettandone i frammenti ai corvi.
Nár si recò da Thráin, il figlio di Thrór per narrargli i tristi eventi.
Questi, appresa la notizia della morte del padre, pianse e si strappò la barba, e per sette giorni rimase in silenzio, poi decise di muovere guerra agli Orchi e inviò dei messi che recassero la notizia a nord, est e ovest. In tre anni fu radunato l'esercito dei Nani, colmo di furore per il disonore subìto dall'erede del Più Anziano della loro razza.
Una volta pronti, i Nani attaccarono e saccheggiarono una dopo l'altra tutte le fortezze degli Orchi, da Gundabad al Fiume Iridato. Avendo la vittoria in pugno, inseguirono Azog dappertutto.
Infine tutti gli Orchi superstiti si rifugiarono in Moria. Allora i Nani li inseguirono fino alla Valle dei Rivi Tenebrosi e qui avvenne la Battaglia di Azanulbizar (2799 T.E.) che vide la vittoria dei Nani.
La battaglia fu decisa dall'improvviso arrivo dei Nani dei Colli Ferrosi.
Essi, ancora freschi e guidati da Náin (figlio di Grór), caricarono gli Orchi sterminandoli fin al cancello di Moria, gridando Azog! Azog!. Náin si piantò davanti al Cancello Orientale e gridò ad Azog di venire fuori. Allora l'Orco si fece avanti, attorniato dalla sua guardia del corpo, che assalì i soldati di Náin. Azog si rivolse a Nain e gli disse:
« Cosa? Un altro accattone alla mia porta? Devo marchiare a fuoco anche te? » (ibid.)
© Joona Kujanen - Nain duels Azog (partic.)
Con queste parole Azog si precipitò sul Nano: Náin era accecato dalla rabbia e stanco, mentre l'Orco era fresco, crudele e astuto. Náin sferrò un colpo violento con tutta la forza rimastagli, ma Azog riuscì ad evitare il colpo, tirandogli un calcio negli stinchi: l'ascia del Nano si spaccò a terra e Náin incespicò in avanti. In quel momento Azog con un rapido fendente colpì Náin al collo. Il suo collare di maglia di ferro resistette alla lama, ma il colpo era così violento che il collo di Náin si ruppe ed egli morì.
Allora Azog si mise a ridere, ma prima di poter lanciare un urlo di trionfo, vide il suo esercito allo sbaraglio nella valle, e i Nani uccidevano senza incontrare resistenza, perché gli Orchi fuggivano terrorizzati verso sud. Inoltre tutti i soldati della sua guardia erevano morti, pertanto Azog corse precipitosamente verso il Cancello Est, ma poco prima della soglia fu raggiunto dal giovane Dáin Piediferro, figlio di Náin. Questi riuscì ad afferrare l'Orco e lo uccise, staccandogli la testa: al termine della battaglia i Nani presero la testa mozzata di Azog e la infilzarono in cima ad un'asta, dopo dopo aver inserito nella bocca il sacchetto di monetine che l'Orco aveva scagliato contro Nár.
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Note:
| 1 | In HoME, VII.156-7 si apprende che in origine, nello Hobbit non era specificato il nome dell'Orco che uccise Thrór. Il nome Azog fu inserito nella terza edizione dello Hobbit (1966), successiva all'uscita della Seconda Edizione del Signore degli Anelli (1965). |




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