eventi tolkieniani

Baldor


Lettera: lettera B
Categoria: Uomini
Divisione: Rohirrim
Significato: Roh. « signore; padrone; eroe »
Date: ?-2570 T.E.
Altri nomi: Bealdor1
Titoli: il Senza-speranza
Fonti: ISdA (V, 3; VI, 6; App. A, II; App. B), HoME (VIII; XII), RaBoG
Genealogia
            Eorl
             |
           Brego
   __________|__________
   |         |         |
 Baldor    Aldor     Eofor
        _____|_____
        |         |
     3 figlie    Fréa
                  |
               Fréawine



Baldor era il primogenito di Brego, secondo Re di Rohan.
Era fratello di Aldor ed Eofor2.

Quando gli Eorlingas scesero dal Nord e superarono l'Acquaneve alla ricerca di roccheforti da utilizzare come rifugi in caso di bisogno, il sovrano Brego e suo figlio Baldor salirono la Scala del Forte di Dunclivo, attraversarono il Dimholt e giunsero innanzi alla Porta Proibita (l'accesso ai Sentieri dei Morti).
Sulla soglia sedeva un vecchio decrepito che disse loro che la via era chiusa:
Sulla soglia sedeva un vecchio così decrepito che era impossibile contare i suoi anni; [...] quando cercarono di oltrepassarlo e di entrare, una voce si levò come uscita dalle profondità della terra, e parlò, con loro grande stupore, nella lingua occidentale: La via è chiusa. Allora si arrestarono e guardandolo videro che viveva ancora; ma egli non li guardò. La via è chiusa, ripeté la sua voce. Fu fatta da coloro che sono Morti, e i Morti la custodiscono, fin quando giungerà l'ora. La via è chiusa. « E quando giungerà quell'ora? », domandò Baldor.[...]

(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)

Baldor non ebbe risposta alla sua domanda perché il vecchio morì in quel momento e cadde bocconi.
Successivamente, durante la festa per il completamento del palazzo di Meduseld (2569 T.E.), Baldor suonò il corno e dichiarò che avrebbe percorso i Sentieri dei Morti: Baldor varcò la Porta Proibita ma non tornò mai indietro.
Suo padre Brego morì di dolore l'anno seguente.

All'inizio del suo viaggio attraverso i Sentieri dei Morti (8 Marzo T.E.), la Grigia Compagnia vide lo scheletro di un uomo morto mentre tentava di aggrapparsi alla Porta Proibita. Portava una cotta di maglia, una cintura d'oro e di granati e un ricco elmo d'oro; la sua spada giaceva accanto, rotta e scalfita. Evidentemente3 si trattava di Baldor. Eloquenti furono le parole di Aragorn:
« Non cresceranno mai in questo luogo i fiori di simbelmynë », mormorò. « Vi sono ora ben nove e sette tumuli coperti dall'erba verde, e durante tutti questi lunghi anni egli è rimasto in terra davanti alla porta che non riuscì ad aprire. Dove conduce? Perché voleva passare? Nessuno mai lo saprà! ».

(ibid.)


Baldor
© Katrina Young - The Paths of the Dead


In una nota presente in The Rivers and Beacon-hills of Gondor, Tolkien spiega come morì Baldor:
Il terrore particolare della porta chiusa davanti alla quale fu trovato lo scheletro di Baldor era probabilmente dovuto al fatto che la porta era l'entrata di una sala di un tempio malefico in cui Baldor era arrivato, probabilmente senza incontrare opposizione fino a quel punto. Ma la porta gli fu chiusa in faccia e i nemici, che lo avevano seguito silenziosamente, saltarono fuori, gli spezzarono le gambe e lo lasciarono morire nell'oscurità, senza che egli potesse trovare una via d'uscita.

(J.R.R. Tolkien, The Rivers and Beacon-hills of Gondor, ed. Carl F. Hostetter, 2001)

 

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Note:

1 Versione anglosassone del nome (v. HoME, VIII.321).
2 Il personaggio di Eofor, terzogenito di Brego, compare solamente nei Racconti Incompiuti (III, 5).
3 In HoME, VIII.407 si apprende che in un primo tempo la descrizione dell'attraversamento dei Sentieri dei Morti non era narrato nel capitolo 'Il passaggio della Grigia Compagnia', bensì sintetizzato da Legolas e Gimli a Merry e Pipino, a Minas Tirith. Nella narrazione, Gimli affermava di aver notato che sull'elmo e sull'elsa della spada accanto allo scheletro vi erano 'rune nordiche'. Inoltre Aragorn parlava così dello scheletro:
"Qui giace Baldor figlio di Brego" disse, "primo erede del Palazzo d'Oro in cui non è mai tornato. Dovrebbe riposare sotto i fiori di Ricordasempre, nel Terzo Tumulo del Mark; ma ora vi sono nove tumuli di cui sette ricoperti d'erba, e durante tutti questi lunghi anni egli è rimasto in terra davanti alla porta che non riuscì ad aprire. Eppure dove conducesse la porta e perchè egli desiderasse passare, mai nessuno lo saprà."

(J.R.R. Tolkien, The War of the Ring, HarperCollins, 2002)