Battaglia di Lungacque
Battaglia combattuta il 3 novembre dell'anno 3019 T.E. a Lungacque contro i furfanti che si erano insediati sotto il controllo di Sharkey (Saruman).
Fu l'ultima battaglia della Guerra dell'Anello, e l'unica dopo quella di Terreverdi (2747 T.E.).
Fu combattuta dagli Hobbit e da un centinao di Uomini, scagnozzi di Sharkey provenienti da Quadrivio.
I banditi, provenienti dalla Via Orientale, presero la Via di Lungacque, che saliva fiancheggiata da alti argini sormontati da piccole siepi. Dopo una svolta, a circa 200 metri dalla strada principale, trovarono una una robusta barricata che gli Hobbit avevano eretto ammassando e capovolgendo vecchi carri: furono costretti a fermarsi. Allora si accorsero che le siepi da ambedue i lati della strada, sopra le loro teste, erano covi di Hobbit.
Nel frattempo alle loro spalle arrivarono altri Hobbit spingendo dei carri nascosti nei campi, in modo da bloccare ai banditi la via di ritorno.
Allora Merry intimò ai furfanti di deporre le armi:
« Ebbene, siete caduti in trappola », disse Merry. « I vostri amici di Hobbiville hanno fatto esattamente la stessa cosa, uno di essi è morto e gli altri sono prigionieri. Deponete le armi! Poi indietreggiate di venti passi e sedetevi. Chiunque tenti di fuggire verrà ucciso ».Alcuni banditi inizialmente obbedirono, ma furono immediatamente costretti dai loro compagni a non cedere. Oltre 20 furfanti cercarono di evadere assaltando i carri: sei caddero morti, ma gli altri riuscirono a fuggire, uccidendo due Hobbit e sparpagliandosi nei campi in direzione di Terminalbosco. Altri due banditi caddero mentre correvano, poi Merry suonò il Corno del Mark, e da lontano ne risposero altri: tutta la campagna era piena di cacciatori Hobbit pronti a fermare i fuggitivi.(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)
I furfanti intrappolati nella strada (un'ottantina) cercaro di scavalcare la barricata e le siepi, e gli Hobbit furono costretti a ucciderne molti, con le frecce o con le asce. Tuttavia molti dei più forti e dei più disperati riuscirono a trovare un varco dalla parte occidentale, attaccando selvaggiamente: parecchi Hobbit caddero, e i superstiti erano sul punto di cedere, quando Merry e Pipino, che si trovavano dall'altra parte, si precipitarono attraverso la strada e caricarono i banditi.
Merry uccise il capo (un grosso bruto dagli occhi storti, simile ad un enorme Orco), poi ritirò le sue forze, circondando gli ultimi furfanti con un anello di arcieri Hobbit: finalmente la Battaglia di Lungacque finì.
In totale 19 Hobbit rimasero uccisi e trenta feriti, mentre i banditi morti furuno una settantina.
I furfanti morti furono seppelliti in una vecchia cava di sabbia (detta poi Cava della Battaglia), mentre gli Hobbit caduti furono deposti in una tomba sul fianco della collina (in seguito venne eretta una grande lapide circondata da un giardino).
Per la Battaglia Pipino aveva chiamato dalla Tuclandia oltre cento hobbit, altri (circa 200) erano giunti al suono del Corno del Mark.
Frodo partecipò alla Battaglia, ma non sfoderò Pungolo: la sua preoccupazione maggiore era stata quella di impedire che gli Hobbit, furibondi per le loro perdite, uccidessero i nemici che avevano deposto le armi.
Alla Battaglia di Lungacque fu destinato un intero capitolo del Libro Rosso, e i nomi di tutti gli Hobbit che vi avevano preso parte furono scritti in una lista e imparati a memoria dagli storici della Contea.


