Berúthiel
Leggendo il Signore degli Anelli, la figura di questa regina appare avvolta nel mistero.
Il suo nome appare in Moria quando Aragorn paragona l'abilità di Gandalf nel ritrovare la via di casa a quella dei gatti della Regina:
« E' più sicuro nel ritrovare la via di casa in una notte cieca, che non i gatti della Regina Berúthiel »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)
Sembrerebbe che la figura di Berúthiel svanisca definitivamente, eppure per Tolkien questa regina aveva una storia e un carattere definiti, o per lo meno abbozzati.Infatti, in un testo abbozzato di Tolkien pubblicato nei Racconti Incompiuti sono presenti molte informazioni sulla Regina Berúthiel.
Da esso si apprende che ella era la moglie del Re di Gondor Tarannon Falastur.
Ella viveva nella Casa del Re ad Osgiliath.
Ella detestava, però, i suoni e gli odori del mare e la casa che suo marito aveva costruito sotto Pelargir, sulle acque degli Ethir Anduin.
Berúthiel odiava orpelli, colori e ornamenti elaborati e viveva in stanze spoglie indossando solo vestiti neri e argento.
I giardini della dimora di Osgiliath erano pieni di torturate sculture ai piedi di cipressi e tassi.
Ella aveva nove gatti neri e uno bianco, suoi schiavi, con i quali conversava o nelle menti dei quali leggeva, servendosene per scoprire i segreti di Gondor: utilizzava il gatto bianco per spiare i neri che tormentava. Nessuno a Gondor osava toccarli e tutti ne avevano paura e imprecavano quando li vedevano passare.
© deagol - Queen Beruthiel with Cats (partic.)
Successivamente il nome di Berúthiel venne cancellato dal Libro dei Re e Tarannon la caricò su una nave, sola con i suoi gatti, e la abbandonò al vento del Nord: la nave venne vista passare veloce davanti a Umbar con un gatto sull'albero maestro e un altro a far da polena.
Moltissime informazioni sulla Regina Berúthiel sono presenti in questo saggio:
Note:
| 1 | Nomi primitivi (v. HoME, VI.464). |



