eventi tolkieniani

Bocca di Sauron


Lettera: lettera B
Categoria: Uomini
Divisione: Númenóreani Neri
Versione inglese: Mouth of Sauron
Altri nomi: Messaggero di Mordor, Messaggero
Titoli: Luogotenente della Torre di Barad-dûr
Fonti: ISdA (V, 10), HoME (II; VIII)



La Bocca di Sauron apparteneva ai Númenóreani Neri fedeli a Sauron.
Il suo nome non è ricordato ed egli stesso l'aveva dimenticato e si faceva chiamare Bocca di Sauron1.
Era entrato al servizio della Torre Oscura dopo la sua ricostruzione del 2591 T.E.
Salendo sempre più in alto nella stima del suo padrone, era divenuto Luogotenente della Torre di Barad-dûr. Inoltre, aveva appreso grandi sortilegi e sapeva molte delle cose che passavano nella mente di Sauron, ed era più crudele di qualsiasi Orco.

Quando i Capitani dell'Ovest giunsero al Morannon (25 marzo 3019 T.E.) egli si presentò accompagnato soltanto da una piccola compagnia di soldati con armature nere e da un unico vessillo nero con l'emblema rosso dell'Occhio Malefico.


Bocca di Sauron
art © Alan Rabinowitz Fantasy Art & Illustration - The Mouth of Sauron (partic.)

Era vestito tutto di nero e con un elmo alto e nero. Il suo cavallo era enorme e orribile: la faccia più che ad assomigliare ad un volto di un essere vivente pareva un teschio, e dalle sue orbite e narici si sprigionavano fiamme.
Vedendo i Capitani dell'Ovest scoppiò a ridere e derise in particolar modo Aragorn:
« Vi è qualcuno in mezzo a questa folla che abbia l'autorità di trattare con me ? », domandò. « O addirittura il cervello per capirmi? Certo non tu! », disse con tono sarcastico deridendo Aragorn. « Per fare un re ci vuole altro che un pezzo di vetro elfico o della plebaglia come questa! Come? Qualsiasi brigante delle montagne può disporre di eguali seguaci! ».

(J.R.R. Tolkien, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)

Dopo queste parole Aragorn non rispose, ma lo fissò negli occhi, trattenendo lo sguardo. Essi lottarono così per un momento. Allora, la Bocca di Suaron, benché Aragorn non si fosse mosso né avesse portato la mano alla spada, indietreggiò sentendosi minacciato.
« Sei tu quindi il portavoce, vecchio barbagrigia? Non abbiamo forse udito parlare di te a volte, e dei tuoi vagabondaggi, sempre intento a covare tranelli e meschinità a debita distanza? Ma questa volta hai spinto il tuo naso troppo in avanti, Messere Gandalf, e vedrai che cosa succede a chi tesse stolte tele innanzi ai piedi di Sauron il Grande. [...] ». (ibid.).
Il Messaggero di Mordor mostrò la spada di Sam, il manto e la cotta di mithril di Frodo che sarebbe stato liberato solo a determinate condizioni.
Allora egli espose le condizioni del suo padrone Sauron: le terre ad est dell'Anduin sarebbero appartenute per sempre a Sauron, i territori ad ovest del Grande Fiume (fino alle Montagne Nebbiose ed alla Breccia di Rohan) sarebbero stati tributari di Mordor:
« La marmaglia di Gondor e i suoi alleati delusi si ritireranno immediatamente al di là dell'Anduin, giurando prima di non osare mai più assalire Sauron il Grande con le armi, apertamente o in segreto. Tutte le terre ad est dell'Anduin apparterranno per sempre ed esclusivamente a Sauron. I territori ad ovest dell'Anduin sino alle Montagne Nebbiose ed alla Breccia di Rohan saranno tributari di Mordor, e nessuno porterà armi, pur avendo il diritto di sbrigare i propri affari. Ma tutti aiuteranno a ricostruire Isengard, da loro selvaggiamente distrutta, che diverrà possesso di Sauron e dove risiederà il suo luogotenente: non Saruman, ma qualcuno più degno di fiducia ». (ibid.)
Dalle sue parole i Capitani dell'Ovest capirono che la Bocca di Sauron sarebbe divenuta il luogotenente di Sauron, a Isengard: avrebbe radunando sotto il suo dominio tutto ciò che rimaneva dell'Occidente, sarebbe stato il loro tiranno ed essi i suoi schiavi
Il Messaggero di Mordor era sicuro di convincere i Capitani, ma improvvisamente Gandalf aprì il manto da cui uscì una potente luce bianca: innanzi alla mano alzata dello Stregone, la Bocca di Sauron indietreggiò, e Gandalf avvicinatosi afferrò e gli strappò di mano cotta, manto e spada.


Bocca di Sauron
© Douglas Beekman - The Messenger of Sauron (partic.)


Le condizioni non furono accettate e gli fu intimato di andarsene. Allora il Messaggero non rise più e per lo stupore e il furore il suo viso si contorse: si riempì di rabbia e incominciò a sbavare, mentre informi suoni gutturali uscivano dalla sua gola. Poi, guardando i volti dei Capitani dell'Ovest, la paura sopraffece il suo furore e con un grande urlo montà a cavallo e galoppò velocemente verso Cirith Gorgor.
Presumibilmente morì poco dopo, nella Caduta di Barad-dûr.

 

approfondimento Per approfondire...



Note:

1 In ISdA, III, 1, Aragorn afferma che Sauron "non usa nemmeno il suo vero nome, e non permette che esso venga scandito o pronunziato". Probabilmente questa contraddazione si può risolvere ritenendo che Sauron abbia avuto tale atteggiamento durante gli anni a Dol Guldur: dal 2951 T.E., anno in cui "dichiara apertamente il proprio ritorno e raduna a Mordor le proprie forze" (ISdA, App. B), egli avrebbe concesso ai suoi servitori di frasi chiamare col prorio nome, non avendo più bisogno di nascondersi.