La Leggenda di Sigurd e Gudrún

 


Caras Galadhon


Lettera: lettera C
Categoria: città
Divisione: città degli Elfi
Significato: S. « Città degli Alberi »
Altri nomi: Caras Galadon (SdAU); Città degli Alberi; Nelennas1; Caras Galadon, Caras2
Fonti: Silm (App.), ISdA (II, 7-9; III, 4; App. A, I; App. B; App. F, I), Lettere (#347), RI (II, 4), HoME (VII; XII)



Caras Galadhon era la grande città di Lórien abitata dai Galadhrim, nella parte del Bosco chiamata Angolo, tra l'Argentaroggia (Celebrant) e l'Anduin.
Un bianco si apriva sulle porte della città, rivolte a sud-ovest3, e poste tra due bracci delle mura che in quel punto si prolungavano affiancandosi, in modo da formare un corridoio illuminato da molte lanterne e costeggiato da mura possenti.
La città era circondata da un profondo fossato (costeggiato da una strada lastricata) e sorgeva su un verde colle folto di immensi mellyrn pieni di luci verdi, oro e argento: sugli alti alberi gli Elfi dimoravano4 grazie ai flet. E la città era piena di sentieri e scalinate che conducevano ai luoghi eccelsi.
In mezzo ad un ampio prato vi era una fontana illuminata da lampade d'argento sospese ai rami degli alberi: l'acqua scrosciava in una vasca d'argento dalla quale scorreva un candido ruscello. Sul lato sud del prato s'innalzava il più maestoso degli alberi della città, raggiungibile tramite una grande scala bianca.

Caras Galadhon

© Ted Nasmith - The Great Tree at Caras Galadhon


In cima all'albero vi era la grande casa di Celeborn e Galadriel: un ampio talan simile al ponte di una nave. In una stanza ovale (dalle pareti verdi e argento e dal soffitto dorato) si trovavano, vicino al tronco dell'albero, due sedie sormontate da un baldacchino di rami sulle quali sedevano Celeborn e Galadriel.
Verso le pendici sud del colle di Caras Galadhon, attraversando una verde siepe, si arrivava in un giardino ove non crescevano alberi: una lunga scalinata conduceva ad una profonda conca verde, attraversata dal ruscello che sgorgava dalla fontana sulla collina. Sul fondo, una vasca d'argento bassa e poco profonda poggiava su un piccolo piedistallo scolpito come un albero frondoso: questo era il luogo in cui Galadriel aveva il suo Specchio.
I cancelli della città erano rivolti a sud-ovest e si raggiungevano tramite un bianco ponte: poste tra due bracci delle mura che in quel punto si prolungavano affiancandosi (in modo da formare un corridoio tra di essi) erano alte e forti, e molte lanterne le illuminavano.

La Compagnia dell'Anello giunse a Caras Galadhon il 17 gennaio 3019 T.E. e partì il 16 febbraio.
Nella Quarta Era, dopo la Guerra e la partenza da Lórien di Galadriel e Celeborn, a Lothlórien rimasero pochi degli antichi abitanti, e a Caras Galadhon non vi furono più canti né luci.

 

Per approfondire...
approfondimento  
  • cerca 'Caras Galadhon' nel sito


  • Note:

    1 Nome primitivo (v. HoME, VII.261).
    2 HoME, VII.367.
    3 In origine ad est (v. HoME, VII.257,261).
    4 Nei Racconti Incompiuti (II, 4) si apprende che la maggior parte degli Elfi di Lórien viveva nella Foresta fuori della città, e che Caras Galadhon era l'unico luogo di Lothlórien ove ci fossero tanti alberi usati come dimore.