Elendilmir
L'Elendilmir era la bianca gemma1 che i Re di Arnor portavano legata alla fronte con un sottile filo d'argento.
Nella vicenda di Frodo narrata nel Signore degli Anelli si allude all'Elendilmir in due occasioni.
La prima allusione al gioiello è presente nelle immagini delle menti degli Hobbit suscitate dalle parole a loro rivolte da Tom Bombadil riguardanti i Raminghi (29 settembre 3018 T.E.):
Gli Hobbit non capirono il significato delle sue parole, ma esse tracciarono nelle loro menti la visione di un immenso spazio di tempo remoto, simile a una vasta pianura ombrosa sulla quale camminavano a gran passi figure di Uomini alti e foschi e con spade sfolgoranti: uno di essi aveva una stella in fronte.La seconda allusione è nella visione di Legolas, il 30 febbraio T.E. in occasione dell'incontro con l'éored di Éomer:(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. Vicky Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)
Per un attimo gli occhi di Legolas credettero di veder scintillare una fiamma bianca come una corona brillante sulla fronte di Aragorn.Aragorn indossò l'Elendilmir il 15 marzo 3019 T.E. in occasione della Battaglia dei Campi del Pelennor, ma lo affidò ad Elladan ed Elrohir prima di entrare in Minas Tirith, reputando prematuro reclamare la corona di Gondor.(ibid.)
Aragorn indossò la Stella del Nord, il 1 maggio, in occasione della sua incoronazione.
Storia dell'Elendilmir
Dai Racconti Incompiuti si apprende che l'Elendilmir era una bianca stella di cristallo elfico su una reticella di mithril.
Esso era passato da Silmariën ad Elendil che lo aveva assunto come simbolo di regalità nel Regno del Nord.
Fu indossato per l'ultima volta ai Campi Iridati da Isildur (2 T.E.): in occasione dello scontro con gli Orchi, Isildur si infilò l'Anello per fuggire, e per non essere visto si coprì con il cappuccio. Questo perchè la luce dell'Elendilmir resisteva all'invisibilità conferita dall'Unico Anello a chi se lo infilasse (e intimoriva gli stessi Orchi).
Con la morte di Isildur, però, il gioiello andò perduto.
Allora una riproduzione dell'originale fu forgiata da fabbri elfici di Imladris, per Valandil figlio di Isildur. Questo gioiello, però, non aveva né l'antichità né la potenza di quello perduto con la morte di Isildur.
Dopo la Guerra dell'Anello, l'Elendilmir originale venne ritrovato, con l'aiuto di Gimli, da Re Elessar in Orthanc (in un ripostiglio d'acciaio, dietro una porta segreta).
Quando Elessar riacquistò la piena sovranità di Arnor, Arwen se lo mise sulla fronte.
In seguito Elessar, per non metterlo a repentaglio, lo sfoggiò soltanto in occasione delle solennità del Reame Settentrionale:
« E anche questo è un oggetto degno di reverenza, » diceva « di me più degno: quaranta2 teste l'hanno portato prima di me ».(J.R.R. Tolkien, Racconti Incompiuti, trad. F. Saba Sardi, Bompiani, 2001)
Nell'Appendice B del Signore degli Anelli si legge che nel 1436 C.C. Re Elessar diede la Stella dei Dúnedain a Sam, ma, come sostiene C. Tolkien, è altamente improbabile che si trattasse dell'Elendilmir (con ogni probabilità si trattava della spilla d'argento a forma di stella, indossata da tutti i Raminghi, v. HoME, VIII.309).
Note:


