Ghân-buri-Ghân
Ghân-buri-Ghân era, all'epoca della Guerra dell'Anello, il capo dei Woses, gli Uomini Selvaggi che dimoravano nella Foresta Drúadana.
Era un uomo tozzo, pieno di bozzi, dalle gambe corte e braccia grasse e goffe, dal viso piatto, gli occhi scuri, e con i peli della barba scompigliati; portava solamente un po' d'erba intorno alla vita.
La sua voce era profonda e gutturale, parlava il proprio idioma, ma anche la Lingua Corrente, pur esitando e intercalando vocaboli rozzi.
© Ted Nasmith - The Aid of the Wild-men (partic.)
Il 13 marzo 3019 T.E. fu ricevuto da Re Théoden di Rohan, nella Foresta Drúadana, in una piccola tenda eretta per il re in uno spiazzo. Qui Ghân informò i Rohirrim che Minas Tirith era sotto assedio e che le forze nemiche erano superiori a quelle di Rohan.
Ghân-buri-Ghân conosceva un'antica strada utilizzata solo dal suo popolo e dagli animali che attraversava la Valle Cavapietra e permetteva di giungere ai Campi del Pelennor.
Il capo dei Woses fece a Théoden una proposta: i Woses avrebbero condotto gli Uomini di Rohan attraverso il sentiero nascosto e in cambio Re Théoden avrebbe giurato che in futuro gli Uomini Selvaggi sarebbe stati lasciati vivere in pace nei boschi. In questo modo Ghân poteva ottenere l'uccisione degli Orchi, odiati dal suo popolo e chiamati nel suo idioma gorgûn. L'offerta fu accettata e in breve tempo i Rohirrim marciarono: ogni compagnia era guidata da un Uomo Selvaggio, e Ghân-buri-Ghân camminava vicino a Re Théoden.
Nel tardo pomeriggio del giorno seguente la comitiva giunse nella Foresta Grigia e si fermò: le vedette di Ghân riferirono che il Rammas Echor era stato abbattuto ma che era scarsamente difeso dal nemico.
Allora Théoden ringraziò Ghân che si inchinò e si accomiatò seguito dai suoi uomini e percepì che il vento e le sorti della guerra stavano per cambiare:
Ghân-buri-Ghân si accovacciò toccando terra con la fronte callosa in segno d'addio. Poi si alzò come per andarsene. Ma improvvisamente s'immobilizzò, annusando l'aria come un animale dei boschi sorpreso da uno strano odore. I suoi occhi si illuminarono.Dopo la fina della Guerra dell'Anello, il 22 luglio 3019 T.E., quando la scorta funebre di Re Théoden fu nelle vicinanze di Amon Dîn, Re Elessar donò la Foresta Drúadana a Ghân-buri-Ghân e al suo popolo, e decretò che nessun mortale vi sarebbe potuto entrare senza il loro permesso.
« Vento sta cambiando! », gridò, e con queste parole, in un baleno, scomparve con i suoi compagni nelle tenebre, e non fu mai più veduto da un Cavaliere di Rohan.(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. Vicky Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)
In una prima versione del racconto (HoME, IX.56) Ghân-buri-Ghân partecipava all'incoronazione di Aragorn Elessar:
Per ultimi si presentarono a lui Ghân-buri-Ghân dei Boschi Selvaggi accompagnato da due capitribù. Essi erano rivestiti di verdi foglie per rendere omaggio al re, e si inchinarono innanzi a lui; ma questi, dopo averli invitati ad alzarsi, li benedisse e donò loro la Foresta di Druadan [...].(J.R.R. Tolkien, Sauron Defeated, HarperCollins, 2002)



