Glóin
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Glóin era un nano della stirpe di Durin ed era fratello di Óin e padre di Gimli.
Dimorò in Erebor fino alla venuta di Smaug (2770 T.E.), poi nel Dunland assieme a Thráin, Thorin e Dwalin.
Poco dopo partì con loro, vagando nell'Eriador, stabilendosi infine nella parte orientale dell'Ered Luin, sulla riva del Lhûn.
Nel 2941 T.E. Glóin fu coinvolto da Thorin nel viaggio di riconquista di Erebor.
Alla Festa Inaspettata giunse con un cappuccio bianco e una cintura d'argento, e accompagnato da Dori, Nori, Ori e Óin.
Durante la riunione manifestò i sui dubbi1 riguardo l'abilità di scassinatore di Bilbo:
"[...] Credete che ce la farà? Non discuto il fatto che secondo Gandalf questo Hobbit sia tanto fiero, ma un urlo come quello, in un momento di panico, basterebbe a svegliare il drago e tutti i suoi parenti, e a far uccidere molti di noi. In realtà, se non fosse stato per il segno sulla porta, direi che siamo entrati nella casa sbagliata. Appena ho dato un'occhiata a quel tipetto saltellante e sbuffante sullo zerbino ho avuto i miei dubbi. Sembra più un bottegaio che uno scassinatore!"Glóin e il fratello Óin avevano una particolare abilità nell'accendere un fuoco e durante il viaggio provvidero all'accensione dei falò, talvolta litigandoci sopra.(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato, trad. E. Jeronimidis Conte, Bompiani, 2004)

Dopo l'episodio dei Troll, Gandalf, Bilbo e i nani si ripararono in una grotta e Glóin e Óin vollero accendere un fuoco sulla soglia per asciugare i vestiti, ma lo Stregone non lo permise.
Successivamente, durante l'assedio dei Mannari Glóin, Óin, Dori e Nori stettero su un grande pino dai rami che sporgevano a intervalli regolari come i raggi di una ruota.
Nel corso del viaggio Glóin e Óin persero l'acciarino che utilizzavano per accendere i fuochi.
Nel Bosco Atro, presso il Fiume Incantato, aiutò Fíli a tirare la corda che aveva arpionato una barca, cercando di portare a riva l'imbarcazione.
Successivamente, dopo il viaggio nei barili, Glóin, Dori, Nori, Ori e Óin, che avevano imbarcato molta acqua, parvero mezzi morti: fu necessario trasportarli uno per uno e stenderli sulla spiaggia.
In Erebor, per far luce nella sala principale, Óin e Glóin portarono rispettivamente una torcetta di pino e un pacco di altre torce. Poco dopo Glóin accese le torce grazie alle quali i nani poterono vedere all'interno della Montagna.
Dopo la Battaglia dei Cinque Eserciti Glóin rimase nella Montagna Solitaria.
Al Consiglio di Elrond (25 ottobre 3018 T.E.) giunse assieme al figlio Gimli, portando una lunghissima barba bianca biforcuta, una candida veste, una cintura d'argento ed al collo una catena d'argento e diamanti.
Durante il banchetto precedente al Consiglio, Glóin conobbe Frodo Baggins col quale colloquiò su vari argomenti.
Il nano informò lo hobbit dei principali avvenimenti nelle regioni nordiche delle Terre Selvagge (riguardanti Grimbeorn il Vecchio, i Beorniani, Valle, il Guado della Carroccia, i Bardini, Brand...) e le vicissitudini della sua gente (Dáin, Dwalin, Dori, Nori, Bifur, Bofur, Bombur), e infine si mise a raccontare a Frodo la vita e le opere del suo popolo, parlandogli dei loro grandi lavori a Valle e sotto la Montagna:
« [...] Dovresti vedere, Frodo, la rete fluviale di Valle, e le montagne, e i laghi! Dovresti vedere le strade pavimentate con pietre di tutti i colori! E le immense sale ed i viali sotterranei dagli archi scolpiti ed intagliati; e le torri e le terrazze sui fianchi della Montagna! Allora vedresti che non siamo stati oziosi ».Durante il Consiglio, Glóin parlò della partenza di Balin e altri nani per Khazad-dûm e della mancanza di loro notizie. Inoltre riferì che un giorno del 3017 T.E. un messaggero proveniente da Mordor giunse a Erebor e chiamò Dáin al cancello.(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. Vicky Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)
Sauron, gli disse, desiderava la loro amicizia, e voleva notizie degli Hobbit, di che razza fossero e dove vivessero: se i nani fossero riusciti a trovare il 'ladro' dell'Anello e a sottrargli il "gingillo di Sauron", il Signore Sauron il Grande avrebbe donato loro gli Anelli che anticamente diede ai Signori dei Nani.
Dáin non rispose all'offerta e così fece per altre due volte, ma in vista dell'imminente quarta visita, incaricò Glóin di recarsi a Gran Burrone ad avvertire Bilbo che Sauron lo cercava, e per sapere perché egli desiderasse tanto quell'anello, e per avere un consiglio da Elrond, avendo scoperto che altri messaggeri di Sauron si erano recati da Re Brand a Valle (questi era intimorito e i nani temevano che potesse arrendersi).
Dopo il suo racconto Glóin ascoltò i resoconti degli altri convenuti in silenzio, ma alla notizia della fuga di Gollum dovuta alla insufficiente sorveglianza degli Elfi Silvani, il nano (memore della propria prigionia nel palazzo di Thranduil) sbottò con la frase
« Foste meno teneri con me » (ibid.)Il nano fu ripreso da Gandalf e dopo un inchino si rimise a sedere.
Poco dopo ricordò la possibilità di adoperare altri anelli, meno infidi, e a tal proposito chiese notizie sui Tre Anelli degli Elfi, ma Elrond gli rispose che essi non erano stati fabbricati per servire come armi di guerra e di conquista.
Al termine del Consiglio, suo figlio Gimli fu scelto come membro della Compagnia dell'Anello.
2. (2136-2385 T.E.) Nano figlio di Thorin I e padre di Óin. Quinto re del Popolo di Durin.
Note:
| 1 | In una versione del resoconto di Gandalf
sul suo incontro con Thorin precedente alla Festa Inaspettata, Glóin risultava stupito del fatto che lo Stregone proponesse uno Hobbit come compagno di viaggio:
"Cosa?" esclamò Glóin. "Uno di quei sempliciotti laggiù nella Contea? Che utilità possono mai avere? Qualsiasi odore essi abbiano, nessuno di loro oserebbe mai avvicinarsi in modo da farsi annusare neanche dal più innocuo draghetto appena uscito dall'uovo!" |


