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Governatore


Lettera: lettera G
Categoria: titoli e soprannomi
Divisione: titoli
Versione inglese: Master
Altri nomi: Governatore degli Uomini del Lago, Governatore della Città del Lago
Fonti: H (10; 14-15; 18-19)



Governatore era il titolo dato alla persona che governava la Città del Lago.
Il Governatore era eletto tra i vecchi o i saggi, e svolgeva il suo incarico nel Municipio.


Il Governatore al tempo di Thorin

Quando nel 2941 T.E. Thorin giunse alla Città del Lago, volle subito parlare col Governatore. Gli zatterieri elfici presenti riconobbero i nani e li definirono prigionieri del Re degli Elfi Silvani.
Nonostante la replica di Thorin, il Governatore ritenne la versione degli Elfi molto più credibile; a questa convinzione contribuì il fatto che il re degli Elfi era molto potente da quelle parti, e il Governatore non desiderava che ci fosse ostilità tra loro. Il Governatore era interessato solamente al commercio, ai pedaggi, ai carichi e all'oro.
Tuttavia quasi tutti gli abitanti della città non la pensavano così e cantarono ritornelli di vecchie canzoni che parlavano del ritorno del Re sotto la Montagna.
Di fronte all'enorme eccitazione cittadina, il Governatore capì di dover arrendersi al clamore generale e fingere di credere che Thorin fosse chi diceva di essere. Allora dispose che a Bilbo, Thorin e Compagnia fosse ceduta una grande casa e che barche e rematori fossero messi al loro servizio.
Dopo una quindicina di giorni Bilbo e i nani decisero di partire e il Governatore della Città del Lago ne fu felice (mantenerli costava caro, e gli affari ristagnavano a causa dell'atmosfera da lunga vacanza creatasi dopo il loro arrivo) e sorpreso: egli, infatti, si chiese se in fondo Thorin non fosse davvero un discendente degli antichi re e non un impostore come aveva pensato.
"Devi reclamare ciò che ti appartiene. L'ora e vicina, o re che aspettavamo. Tutto l'aiuto che possiamo offrire sarà tuo e ci affidiamo alla tua riconoscenza quando avrai riconquistato il tuo regno".

(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato, trad. E. Jeronimidis Conte, Bompiani, 2004)

Durante la distruzione della città da parte del drago Smaug, il Governatore abbandonò presto l'abitato. Dopo la morte del Drago ciò fu ricordato dalla gente, che al posto del Governatore volle Bard (l'uccisore del Drago) come proprio signore:
"Vogliamo Bard come nostro re!" gridò per tutta risposta la gente più vicina a lui. "Ne abbiamo abbastanza di vecchi e conta-soldi!". E la gente più lontana riprese quel grido: "Viva l'Arciere, abbasso Sacco di Denaro!", finché il clamore riecheggiò lungo tutta quanta la sponda.

(ibid.)

Il Governatore affermò che Bard poteva diventare Re di Valle (siccome questi era antenato di Girion, antico sovrano di quella città) ma non di Città del Lago. Inoltre il Governatore riuscì abilmente a discolparsi, a far dimenticare alla gente l'idea di avere un re e a far adirare il popolo contro Thorin e Compagnia:
"Perché tutto il biasimo tocca a me? Per quale colpa debbo essere deposto dalla mia carica? Chi ha risvegliato il drago dal suo sonno, ditemelo un po'? Chi ha ottenuto da noi ricchi doni e ampio aiuto, e ci ha fatto credere che le antiche canzoni potessero avverarsi? Chi si è fatto gioco del nostro buon cuore e delle nostre belle illusioni? Che tipo di oro hanno mandato giù per il fiume per compensarci? Fuoco di drago e rovina! Da chi dobbiamo ora reclamare il rimborso dei nostri danni, e l'aiuto per le nostre vedove e per gli orfani?".

(ibid.)

Poco dopo Bard assunse il comando, dando ordini al popolo, ma in nome del Governatore della Città del Lago. Bard mandò messaggeri al Re degli Elfi Silvani che, diretti alla Montagna Solitaria, cambiarono direzione per soccorrere gli abitanti della Città del Lago. Gli Elfi arrivarono cinque giorni dopo la distruzione dell'abitato e fu dato loro un benvenuto caloroso.
Gli uomini e il loro Governatore erano pronti a stringere qualsiasi patto per il futuro in cambio del soccorso prestato dagli Elfi. Allora fu deciso che il Governatore sarebbe rimasto indietro, assieme a donne, bambini, vecchi, ammalati e alcuni bravi artigiani e molti elfi ingegnosi.
Sotto la direzione del Governatore si cominciò a progettare una nuova città, più bella e più grande di prima, ma collocata più a nord (questo perché sempre si ebbe terrore dell'acqua in cui morì il drago).
Successivamente, dopo la Battaglia dei Cinque Eserciti, Bard ricevette un quattordicesimo delle ricchezze presenti in Erebor, e di questo tesoro mandò oro al Governatore della Città del Lago.
Questi, però, essendo di quella razza che prende facilmente certe malattie, si ammalò di 'mal di drago'1. Allora prese con sé la maggior parte dell'oro e fuggì, ma morì di fame nel Deserto, abbandonato dai suoi compagni.



Note:

1 Nella versione originale "he fell under the dragon-sickness" (nell'edizione italiana: "egli cadde in potere del drago").