Grande Cancello
(di Minas Tirith)
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| Divisione: Cancelli |
| Versione inglese: Great Gate |
| Altri nomi: Gran Cancello, Grande Cancello della Città,
Grande Cancello degli Uomini di Gondor, Grande Cancello della Città, Cancello,
Cancello della Città, Cancello di Gondor, Cancello di Minas Tirith, Porta di Minas Tirith; Primo
Cancello della Città, Cancello Est (East Gate), Cancelli1 |
| Fonti: ISdA (V, 1), HoME (VIII) |
Il Grande Cancello era il cancello principale di Minas Tirith, sito nel punto più orientale delle Mura Esterne.
Esse erano molto più alte e robuste delle altre cerchie: la facciata esterna era simile a quella di Orthanc, dura, scura e liscia, impossibile da conquistarsi sia con l'acciaio che con il fuoco.
Benché fosse forgiato in ferro e acciaio e fosse difeso da torri e bastioni di roccia inespugnabile, il Gran Cancello era pertanto il punto più debole della muraglia.
Il Cancello si apriva sulla Strada dei Lanternieri (la Rath Celerdain) che permetteva di raggiungere le altre vie delle Città.
Innanzi al Gran Cancello vi era un ampio spazio lastricato che ero lo sbocco di tutte le vie che portavano alla Città. Quella principale conduceva alla Strada Maestra, la grande strada che partiva dal Rammas Echor e attraversava tutto l'Anórien.
Il Grande Cancello durante la Guerra dell'Anello
Il 9 marzo 3019 T.E. Gandalf e Pipino giunsero al Grande Cancello degli Uomini di Gondor, al sorgere del sole.
Entro il mezzogiorno dello stesso giorno, gli anziani, i bambini e le donne furono fatti uscire dal Cancello perché evitassero l'imminente assedio.
Prima del tramonto Pipino e Bergil assistettero all'arrivo dei Capitani dell'Estero provenienti dalla Via Sud.
In quei giorni il Cancello veniva chiuso al tramonto (l'avviso della chiusura era dato da uno squillo di trombe) e da esso potevano uscire solamente gli adulti (o bambini accompagnati da un adulto).
Il 13 marzo Faramir, ferito durante una sortita, venne soccorso da Gandalf, e portato in salvo all'interno del Cancello. Poco dopo il Grande Cancello venne sprangato.
Nelle prime ore del mattino del 15 marzo, sotto il comando del Signore dei Nazgûl, Troll e bestie trainarono un ariete lungo circa cento piedi (≈ 30 metri) e la cui estremità aveva una testa di lupo: Grond.
Sospinto da cinquecento esseri, l'ariete colpì invano il Cancello. Allora il Signore dei Nazgûl urlò tre volte, pronunciando parole di potere e di terrore. Al terzo colpo il Grande Cancello cedette e si frantumò:
Allora il Capitano Nero si rizzò sulle staffe e urlò con voce spaventosa, pronunciando in qualche ignoto linguaggio parole di potere e di terrore tali da lacerare cuori e rocce. Urlò tre volte. Tre volte rimbombò il grosso ariete. Ed improvvisamente all'ultimo colpo il Cancello di Gondor cedette. Come colpito da un lacerante maleficio, lo si vide saltare in aria: vi fu un lampo di luce accecante ed i battenti crollarono in terra frantumati in mille pezzi.Allora il Re degli Stregoni di Angmar varcò col suo cavallo l'arco che sovrastava il Cancello e tutti i difensori della Città fuggirono, tranne Gandalf, che sedeva su Ombromanto, ed era pronto alla sfida. Ma il duello non avvenne perché proprio in quell'istante giunsero i Rohirrim ed il Signore dei Nazgûl decise di abbandonare il Cancello.(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. Vicky Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)
Poco dopo giunse Pipino che pregò Gandalf di evitare che Faramir perisse nel rogo preparato dal padre Denethor. Lo Stregone, in un primo tempo intenzionato a uscire dal Cancello e a combattere il Re degli Stregoni, decise di salvare Faramir e, preso con sé lo hobbit, si diresse alle Casa dei Sovrintendenti.
Successivamente il Cancello fu difeso da molti nemici che furono sgominati dai cavalieri di Dol Amroth.
Al termine dell'Assedio di Gondor, per ovviare alla distruzione del Grande Cancello, fu collocata una barriera attraverso l'ingresso della Città, sorvegliata da uomini della Cittadella.
Innanzi allo spiazzo del Cancello la gente di Minas Tirith assistette all'incoronazione di Aragorn Elessar.
Dopo la sua incoronazione, Re Elessar inviò Gimli ad Erebor, nel Regno di Dáin, in cerca di operai che ricostruissero il Cancello. Come richiesto, Gimli e la sua gente forgiarono cancelli di mithril e d'acciaio per sostituire quelli distrutti dal Re degli Stregoni.
2. Il Cancello Est di Moria (HoME, VII.191).
3. Il cancello principale di Isengard (HoME, VII.436).
Note:
| 1 | Nomi in HoME, VIII.278, 284. |



