|
Halbarad
Halbarad era uno dei Raminghi del Nord che difendevano la Contea degli Hobbit (considerati dal Ramingo 'gente piccola ma di gran valore').
Fu il comandante della Grigia Compagnia, composta da 30 Dúnedain del Nord e accompagnata dai figli di Elrond (Elladan ed Elrohir).
La mattina del 6 marzo 3019 T.E. la Grigia Compagnia incontrò Aragorn e i Rohirrim vicino ai Guadi dell'Isen: nel chiarore lunare Halbarad smontò da cavallo e si avvicinò a piedi lentamente, tenendo levata in alto la mano con il palmo rivolto all'infuori, in segno di pace.
A dieci passi di distanza da Éomer e gli altri, si fermò e con la sua limpida voce si presentò. Allora Aragorn corse ad abbracciare Halbarad e rassicurò gli Uomini di Rohan.
Halbarad e gli altri si unirono ad Aragorn e al seguito di Re Théoden. Durante il viaggio verso il Fosso di Helm, il Ramingo spiegò ad Aragorn che lo stendardo nero che portava era un dono di Arwen al suo amato, e gli riferì un messaggio da parte della Dama di Gran Burrone:
Brevi ormai sono i giorni. Giunta è l'ora della nostra speme, o della fine di ogni speranza. Invio dunque a te ciò che per te ho fatto. Addio, Gemma Elfica!Aragorn pregò il suo parente di portare lo stendardo ancora per qualche tempo.(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)
© Anke-Katrin Eissmann - The Lady's gift
(immagine non utilizzabile senza previo consenso dell'autore)
(immagine non utilizzabile senza previo consenso dell'autore)
Al Fosso di Helm, Aragorn si recò in un'alta stanza del Trombatorrione per riflettere, accompagnato solamente da Halbarad (in quella stanza Aragorn scrutò nella Pietra di Orthanc, rivelandosi a Sauron).
Quando Aragorn decise di percorrere i Sentieri dei Morti, Halbarad e la Grigia Compagnia decisero di accompagnarlo, insieme a Gimli, Legolas: alla partenza il Ramingo soffiò in un grande corno il cui suono echeggiò in tutto il Fosso di Helm.
Una volta giunto alla Porta Nera (8 marzo), Halbarad dichiarò di non esserne intimorito:
« Questa è una porta crudele », disse Halbarad, « e la morte mi attende al di là di essa. E tuttavia avrò l'ardire di varcarla; ma nessun cavallo vorrà entrare ».Allora Aragorn, Halbarad e gli altri varcarono la Porta Nera.(ibidem)
Successivamente, presso la Roccia di Erech ove aveva convocato i Morti, Aragorn pregò Halbarad di scoprire il grande stendardo che aveva portato (era nero, e qualsiasi figura vi fosse riprodotta, era nascosta dall'oscurità).
Dopo aver sconfitto a Pelargir la flotta dei Corsari grazie all'aiuto dell'Esercito d'Ombre, Aragorn e gli altri salparono e risalirono l'Anduin fino ad arrivare all'Harlond (il porto vicino a Minas Tirith).
Quando giunse insieme agli altri al Pelennor (15 marzo), innanzi alla Città sotto assedio, Halbarad recava il nero stendardo che alla luce del sole si rivelò in tutto il suo splendore. Esso infatti raffigurava l'Albero Bianco (simbolo di Gondor) circondato da Sette Stelle e sormontato da una corona: lo stemma di Elendil (le stelle sfavillavano alla luce del sole perché erano gemme incastonate da Arwen, e la corona riluceva poiché era fatta d'oro e di mithril).
Halbarad perì durante la Battaglia dei Campi del Pelennor: dopo la Battaglia fu seppellito nei Tumuli di Mundburg insieme agli altri Uomini periti nel combattimento.
Il suo nome fu ricordato nel Canto dei Tumuli di Mundburg.
2. Nome primitivo di Ombromanto (v. HoME, VII.152, 390).
3. Nome primitivo di Hirgon (v. HoME, VIII.236).
Per approfondire... |
|



Per approfondire...