mathom
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| Divisione: concetti |
| Versione inglese: O.E. máðm1 « cosa preziosa, tesoro » |
| Altri nomi: kast, kastu (vedi) |
| Fonti: ISdA (Prologo, 1; Prologo, N; I, 1; App. E, I; App. F, I-II), HoME (XII) |
« mathom » era una parola che gli Hobbit usavano per definire ciò che non sapevano come utilizzare, ma che non volevano eliminare.
Le case degli Hobbit erano piene di mathom.
Un esempio di mathom sono le armi, che gli Hobbit, benché ne possedessero ancora poche, adoperavano unicamente come trofei, appese ai muri e sui camini, oppure raccolte nel museo di Pietraforata, detto proprio Palazzo Mathom. In esso Bilbo mise la sua cotta di mithril ottenuta durante il suo Viaggio alla Montagna Solitaria.
Uno o due mathom di Bilbo (la cui funzione era stata da molto tempo dimenticata), avevano circolato per tutta la zona della Collina.

In HoME, XII.39,Tolkien afferma che il Corno del Mark era precisamente un mathom.
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Note:
| 1 | Ciò è affermato in Guide to the Names in the Lord of the Rings. Nell'Appendice F del Signore degli Anelli si apprende che mathom era un vocabolo degli Uomini che abitavano presso il Fiume Iridato, e che era inteso a richiamare l'anglosassone máthm, e anche a rappresentare la relazione tra l'effettivo vocabolo hobbit kast e il R. kastu.Tale affermazione è assente nell'edizione italiana. Nella versione precedente del passo (HoME, XII.39), mathom era l'equivalente hobbit del termine rohirric máthum, ‘tesoro, ricco dono’. Nel trattato Antichi Termini e Nomi della Contea, Meriadoc Brandibuck mostrava un particolare interesse per la ricerca di termini tipici della Contea (proprio come mathom) e di elementi arcaici nei nomi di luogo affini al linguaggio dei Rohirrim. |



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