eventi tolkieniani

 


Osgiliath


Lettera: lettera O
Categoria: città
Divisione: Città di Gondor
Etimologia: S. « Fortezza delle Stelle»
Altri nomi: Cittadella delle Stelle; Forte delle Stelle, Elostirion1, Ostechain2,
Fonti:
Silm (Ane; Indice; App.), ISdA (II, 2; II, 8-10; III, 11; IV, 3-5; IV, 7-8; V, 1; V, 4; V, 6; V, 9-10; VI, 4-5; App. A, I; App. B; App. E, I), Lettere (#347), RI (III, 1-2; III, 4-5; IV, 2-3), HoME (VII-IX; XII)



Osgiliath era la capitale dell'antico regno di Gondor.
Il fiume Anduin attraversava la città dividendola in Osgiliath Orientale ed Occidentale.
Era a circa 15 miglia da Minas Tirith (e a 392 leghe da Colle Vento, secondo RI, III, 1).
Da Osgiliath partiva la Strada Regia (la Via Nord) che portava a Fornost.
In Osgiliath vi era il Grande Salone, in cui Isildur e Anárion regnarono.



Storia

Osgiliath fu fondata da Isildur e Anárion nel 3320 S.E.
Nel 3429 S.E. Anárion difese Osgiliath dalle forze di Sauron che fu respinto in Mordor.
Nel 1436 T.E., durante la Lotta delle Stirpi di Gondor, Eldacar venne assediato ad Osgiliath: la città fu messa a ferro e fuoco. In quell'assedio e in quell'incendio venne distrutta la Torre della Pietra di Osgiliath, e il palantír si smarrì nelle acque.
Durante il regno di Telemnar (1634-6 T.E.) sopraggiunse una micidiale epidemia (la Grande Peste), portata da oscuri venti dell'Est. Il Re e tutti i suoi figli morirono, e anche numerosi abitanti di Gondor, e in special modo quelli di Osgiliath.
Nel 1640 T.E. Tarondor trasferì la Casa del Re da Osgiliath a Minas Anor, poiché Osgiliath era ormai in parte deserta e cominciava a cadere in rovina.


rovine di Osgiliath

© Alan Lee - The Ruins of Osgiliath


Gli Uruk-hai nel 2475 T.E. invasero l'Ithilien e si impadronirono di Osgiliath. Boromir, figlio di Denethor I li sconfisse e riconquistò l'Ithilien, ma Osgiliath era definitivamente distrutta e il suo ponte di pietra era crollato. Più nessuno vi dimorò: fu riconquistata (ai tempi di Ecthelion II) da Gondor, come avamposto, onde poter ricostruire il ponte per il passaggio delle armi.
Il 20 giugno 3018 T.E. Sauron attaccò Osgiliath ma ne conquistò la parte Orientale a causa della difesa guidata da Boromir.
Il 12 marzo, grazie ai rinforzi provenienti da Minas Morgul ed Harad, il Signore dei Nazgûl riuscì a conquistare l'intera città: la guarnigione guidata da Faramir fu costretta alla ritirata dopo aver subito grosse perdite (le teste lanciate dai servi di Sauron entro le mura di Minas Tirith durante l'Assedio di Gondor erano dei caduti di Osgiliath).
Dopo la Battaglia dei Campi del Pelennor, l'Esercito dell'Ovest (diretto al Morannon) attraversò Osgiliath (18 marzo 3019): gli operai e gli artigiani disponibili erano al lavoro per rinforzare i traghetti ed i pontili galleggianti che il nemico aveva costruiti e in parte distrutti durante la fuga; altri ammassavano scorte e bottino; altri ancora edificavano sull'altra sponda dell'Anduin frettolose opere di difesa.
L'Esercito dell'oves tornò ad Osgiliath il 29 aprile, dopo la caduta di Sauron, e vi passò la notte.


I ponti di Osgiliath

Ad Osgiliath vi erano vari ponti: nel 3019 T.E. erano tutti crollati (l'ultimo ponte fu difeso invano da Boromir e Faramir). Le loro rovine si potevano ancora ammirare ai tempi della Guerra dell'Anello.
Dal Silmarillion apprendiamo che ve ne era uno maestoso:
Su di esso i Númenóreani costruirono un grande ponte sul quale si ergevano torri e case di pietra meravigliose a vedersi, e alte navi giungevano dal mare ai moli della città.

(J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, trad. F. Saba Sardi, Bompiani, 2004)


Evidentemente si tratta del ponte crollato nel 2475 T.E.; in HoME, XII.235 è definito "antico e meraviglioso ponte di pietra".
Questo ponte doveva essere molto grande perché in RI si parla di "Cancello Orientale del Ponte".


La Pietra di Osgiliath

Il palantír di Osgiliath era conservato nella Torre della Pietra (detta anche "Cupola di Stelle").
Dai Racconti Incompiuti (IV, 3) si apprende che le Pietre di Osgiliath e di Amon Sûl erano molto più grandi delle altre (un uomo solo non bastava a sollevarle).
Il palantír di Osgiliath era detto la "Pietra Padrona": poteva sorvegliare tutte le altre Pietre.
Nei Racconti Incompiuti (III, 3) si legge che il palantír di Osgiliath serviva a mantenere i contatti tra la città e le tre torri del regno: Minas Ithil, Minas Anor e Orthanc.

 

Per approfondire...
approfondimento  
  • cerca 'Osgiliath' nel sito




  • Note:

    1 Nome effimero (HoME, VII-VIII).
    2 In The Treason of Isengard compare una nota in cui Tolkien si rammarica per la scelta del nome Osgiliath:
    Osgiliath non va bene. Il nome dovrebbe essere = Nuova costruzione 'Newbold'
    Città edificata di nuovo                  echain                  Ostechain

    (J.R.R. Tolkien, The Treason of Isengard, HarperCollins, 2002)