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La Regina Berúthiel

gatto nero

Categoria:   saggi su Tolkien



Di Chris Seeman (traduzione autorizzata da Un viaggio nell'oscurità: riflessioni sull'identità della Regina Berúthiel, ©1993 Chris Seeman; prima pubblicazione in Other Hands 3).

***

“Non temete!”, disse Aragorn. Ci fu una pausa fu più lunga del solito, e Gandalf e Gimli stavano bisbigliando tra loro; gli altri, affollatisi nel corridoio dietro di loro, attendevano ansiosi. “Non temete! Ho fatto insieme a lui molti viaggi, anche se mai nessuno così al buio; e si narrano a Gran Burrone sue imprese ancor più grandi di tutte quelle ch’io vidi. Egli non si smarrirà −se esiste una via da seguire. Ci ha condotti qui dentro nonostante le nostre paure, e ci condurrà nuovamente fuori, qualsiasi cosa ciò debba costargli. E’ più sicuro nel ritrovare la via di casa in una notte cieca, che non i gatti della Regina Berúthiel”.

J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003

Gran parte della potenza delle narrazione di Tolkien proviene dalla sua abilità nel creare l'illusione di profondità mediante lacune −come i misteriosi gatti della Regina Berúthiel, ai quali Aragorn allude nell'incombente oscurità di Moria. Mentre attendiamo in quell'oscurità con la Compagnia, i nostri pensieri si soffermano su quella criptica osservazione. Iniziamo a pensare chi possa essere Berúthiel, e nella nostra mente immaginiamo il suo mondo svelarsi prima di noi e davanti a noi, come un insondabile abisso di tempo e spazio. Siamo tentati di entrare in quel mondo, e di osservare quell'abisso con gli occhi della cieca notte. Ci prepariamo ad un un viaggio… nell'oscurità.

Introduzione [top]

Uno dei motivi per cui la gente si interessa ad immedesimarsi in un personaggio della Terra di Mezzo, è il desiderio di esplorare queste suggestive “aperture” presenti nelle storie di Tolkien, ed il proposito di questo saggio è quello di fornire ai futuri scrittori di avventure alcune idee su come realizzare ciò. Allo stesso tempo, questo saggio non vuole essere una discussione di “teoria”, ma piuttosto il nostro intento è quello di dimostrare come chiunque possa trasformare le lacune in avventure concentrandosi sull'esempio concreto di Berúthiel. Se a qualcuno la nostra presentazione appare troppo “esauriente”, ciò è dovuto al fatto che intendiamo mostrare la potenziale ricchezza che possiedono perfino i frammenti minori del mondo che Tolkien ci ha permesso di apprezzare.

Non è nostra intenzione offrire in questa sede uno sfondo completo per le avventure riguardanti Berúthiel od i suoi gatti; cerchiamo, invece, di sintetizzare ciò che si sa riguardo a questo personaggio enigmatico, e −come Sherlock Holmes− di spingere la prova fin dove essa si dipanerà, senza lasciare troppe lacune da colmare. Il metodo che utilizziamo per investigare sul retaggio della Regina Berúthiel non richiede solo i materiali pubblicati “ufficialmente”, ma anche il processo che portò allo sviluppo delle loro forme “definitive”. Gran parte di questo procedimento è divenuto possibile solo di recente, con la serie della “History of Middle-earth”1, eppure ancora molto rimane da scoprire e molti misteri giacciono irrisolti. l'ideale per chi è pieno di immaginazione!

Se non fosse l'incessante lavoro di Christopher Tolkien, oggi probabilmente saremmo completamento allo scuro dei pensieri di suo padre riguardo a Berúthiel. Ed effettivamente lo eravamo fino alla pubblicazione, nel 1980, dei Racconti Incompiuti di Númenor e della Terra di Mezzo. In una nota a piè pagina del saggio sugli Istari, Christopher −in parte tramite citazioni, in parte riassumendo− ci rivela l'ultima riflessione documentata di J.R.R. Tolkien a proposito della Regina e dei suoi gatti:
Perfino la storia della Regina Berúthiel esiste, sia pure in un abbozzo assai « primitivo » e in parte illeggibile. Ella era la perfida, solitaria e non amata moglie di Tarannon, dodicesimo Re di Gondor (Terza Era, 830-913), e primo dei « Re Navigatori », il quale assunse la corona con il nome di Falastur, « Signore delle Coste » e fu il primo re senza eredi (Il Signore degli Anelli, Appendice A, I, 2 e 4). Berúthiel viveva nella Casa del Re in Osgiliath, odiando i rumori e gli odori del mare e la casa che Tarannon aveva costruito sotto Pelargir « su arcate i cui pilastri sprofondavano nelle ampie acque di Ethir Anduin »; ella odiava orpelli, colori e ornamenti elaborati, indossava solo vestiti color nero e argento e viveva in stanze spoglie; i giardini della casa di Osgiliath erano pieni di torturate sculture ai piedi di cipressi e tassi. Aveva nove gatti neri e uno bianco, suoi schiavi ,con i quali conversava o dei quali leggeva i ricordi, servendosene per scoprire tutti gli oscuri segreti di Gondor, sicché conosceva le cose « che gli uomini desiderano soprattutto tenere nascoste ». Usava il gatto bianco per spiare i neri che tormentava. Nessuno a Gondor osava toccarli; tutti ne avevano paura e imprecavano quando li vedevano passare. Quel che segue in questo manoscritto unico nel suo genere, è quasi completamente illeggibile, se non alla fine dove si apprende che il suo nome venne cancellato dal Libro dei Re (« ma la memoria degli Uomini non è tutta quanta rinchiusa nei libri, e i gatti della Regina Berúthiel non sono mai scomparsi dai detti »), e che Re Tarannon l'aveva caricata su una nave, sola con i suoi gatti, abbandonandola al vento del Nord. La nave era stata vista per l'ultima volta passare veloce davanti a Umbar sotto una falce di luna, con un gatto sull'albero maestro e un altro a fare da polena.

(J.R.R. Tolkien, Racconti Incompiuti, trad. F. Saba Sardi, Bompiani, 2001)


E’ evidente che si tratta di un racconto effettivamente “incompiuto”, poiché alcune delle domande più importanti rimangono irrisolte: innanzitutto, perché era un personaggio così disgustoso? Chi era veramente e perché venne cancellata dalla memoria ufficiale di Gondor così sbrigativamente? Quali erano “gli oscuri segreti di Gondor” a per quale motivo li voleva scoprire? Infine, che genere di creature erano i suoi gatti e in che modo furono “schiavizzati” dalla Regina? Tutti questi sono problemi essenziali per chiunque volesse per gioco sfruttare queste lacune creativamente.

Berúthiel

© Ann Larimer - Queen Beruthiel


Qualcuno avrebbe forse preferito che Christopher avesse presentato il testo integrale di questo “manoscritto unico nel suo genere”, rispetto al suo “riassunto”, dal momento che le poche sezioni citate sono allettanti e ricche di colore e possibilità. Per quanto ne sappia, il testo di questo manoscritto non è conservato né nella Bodleian di Oxford né negli archivi della Marquette University nel Wisconsin, ed è pertanto (almeno attualmente) impossibile effettuare ulteriori indagini su di esso. Ma i curiosi non si devono disperare: esistono altri frammenti riguardanti Berúthiel che, in molti modi, forniscono indizi molto più significativi per la comprensione dell'origine e dell'identità di quest'enigmatica figura.

L'evoluzione di Berúthiel nel pensiero di Tolkien [top]

Berúthiel fece la sua prima apparizione intorno alla seconda metà del 1940, periodo in cui Tolkien stava realizzando la prima stesura del Libro 2 del Signore degli Anelli (vedi Carpenter, 1977, p. 194). Nel capitolo allora intitolato “Le Miniere di Moria” (pubblicato postumo da Christopher Tolkien in The Return of the Shadow2 Boston, Houghton Mifflin Compay, 1988), troviamo la più antica versione del passo in cui si alluda alla Regina:
…Gandalf era guidato principalmente dal suo senso dell'orientamento: chiunque avesse viaggiato con lui sapeva che egli non si perdeva mai, né di giorno né di notte, né sottoterra né in superficie: nei tunnel era una guida migliore di un goblin, nei boschi si smarriva meno di uno hobbit, e nella notte nera come l'Abisso era più sicuro nel ritrovare la via, che non i gatti della Regina Berúthiel.

(J.R.R. Tolkien, The Return of the Shadow, HarperCollins, 2002).

La seguente nota editoriale è collegata a quel passo:

Questa frase venne modificata durante la scrittura, e le scene successive non vennero eliminati: ‘rispetto a qualsiasi gatto’, ‘rispetto al gatto di Benish Armon’, ‘rispetto ai gatti della Regina [?Tamar>] Margoliantë Berúthiel'− entrambi i nomi furono lasciati (Ivi, p. 464, nota 26).

Prima di commentare il passo, bisognerebbe rilevare che l'allusione era già stata anticipata da Tolkien nel suo “Sketch of the Mines of Moria chapter” [Abbozzo del capitolo sulle Miniere di Moria, NdT], che, secondo Christopher, è immediatamente precedente alla scrittura del capitolo stesso. l'importante segmento recita così:

“Le loro avventure devono essere diverse rispetto alla Montagna Solitaria. Tunnel che conducono in ogni direzione, salgono e scendono vertiginosamente.scale.voragini.rumore d'acqua nell'oscurità. Gandalf guidato principalmente dal suo senso dell'orientamento” (Ivi, p. 442).

Christopher nota inoltre che l'abbozzo “…è un esempio davvero sorprendente di un passaggio narrativo importante del Signore degli Anelli nel suo vero momento d'apparizione. Qui come altrove molti degli elementi essenziali erano presenti fin dall'inizio…” (Ivi, p. 433).

Il riferimento a “Berúthiel” appare pertanto emerso spontaneamente come ornamento a questo passo che era stato concepito diversamente e che riguardava le difficoltà nel percorrere il labirinto di Moria. La nota a piè pagina citata da Christopher risente fortemente del posteriore ricordo del padre che il personaggio di Berúthiel “balzò fuori all'improvviso” (vedi la citazione della Castell, sotto, p. xx). l'identità del paragone cambia rapidamente: dai generici gatti al gatto di “Benish Armon” −che sembra più che altro un nome di luogo− fino ai gatti di una regina il cui nome subisce un'altrettanto rapida evoluzione.

Tutto ciò ci lascia una vaga concezione di come apparissero questa Berúthiel od i suoi gatti, ma il nome “Margoliantë” contiene la forma (Quenya?)“-liantë”, che forse (o forse no) Tolkien riservava ai personaggi femminili “oscuri” (cfr. la forma Ungoliante/ë in Letters3, #180 e The Shaping of Middle-earth4, pp. 155, 265, 288). Il riferimento ai gatti (abili nel ritrovare la via durante la notte “nera come l'Abisso” nell'ultima (abbozzata) versione del passo) potrebbe alludere a Moria stessa (S. Nero Abisso), oppure potrebbe essere collegato a qualcosa di malvagio. L'occhio di Sauron, ricorderemo, in un punto viene descritto come un nero abisso, “una finestra sul nulla” (La Compagnia dell'Anello, II, 7). E ci ricorda gli Abissi di Utumno.

In ogni caso, quest'allusione cupamente suggestiva “ovviamente meritava attenzione” (vedi Castell, sotto, op cit.). Una quarantina d'anni dopo la creazione dell'abbozzo originale, la versione definitiva del passo −ora con la dizione modificata in “Berúthiel”− apparve nella Compagnia dell'Anello (1954). Eppure, a qualche anno dalla pubblicazione, Tolkien affermò di non avere ulteriori riflessioni al riguardo, e di non aver scritto altro materiale sui gatti:
…Queste rime e questi nomi affioreranno; ma non sempre contenevano la spiegazione. Devo ancora scoprire tutto sui gatti della Regina Berúthiel.

(J.R.R. Tolkien, Lettere, #163, trad. C. De Grandis, Bompiani, 2001)

Non penso che nel Signore degli Anelli ci siano dei riferimenti a qualcosa che non esiste già nelle leggende scritte prima che il libro fosse iniziato, o quanto meno appartenenti ad un periodo precedente −tranne forse i « gatti della Regina Berúthiel ».

(Letters, #174)

…tutte queste cose sono più o meno scritte. Non esiste alcun riferimento nel Signore degli Anelli a qualcosa che non esista già* sul suo stesso piano (di realtà secondaria o sub-creata): cioè che non sia stata scritta. *I gatti della Regina Berúthiel e i nomi e le avventure degli altri due stregoni (che con Saruman, Gandalf, Radagast fanno cinque) è tutto quello che ricordo.

(Ivi, #180)

Da questi estratti risulta chiaro che, dopo il completamento del Signore degli Anelli, Berúthiel rimase un enigma per molto tempo. Le appendici (contenenti il personaggio di Tarannon Falastur a cui sarebbe stata associata Berúthiel), erano probabilmente già state pubblicate prima che Tolkien fornisse ulteriori osservazioni in merito (ciononostante, il problema di dover motivare l'assenza di figli di Tarannon potrebbe essere una delle cause dell'associazione della figura di Berúthiel ad esso, come vedremo). La prima connessione fra i due personaggi deve essere stata fatta in un qualche momento, tra il 1956 (anno dell'ultima lettera riguardante l'ignoranza di Tolkien riguardo a Berúthiel) ed il 1966. Una decina d'anni dopo la pubblicazione del Signore degli Anelli, Tolkien venne intervistato da Daphne Castell riguardo a vari aspetti dei suoi scritti. Durante questa intervista, Tolkien svelò alcuni affascinanti indizi su Berúthiel, molti dei quali sarebbe stati presenti nel manoscritto riassunto da Christopher nei Racconti Incompiuti (vedi p. XX, sopra).

Questa precedente (presumibilmente) versione orale della storia, comunque, contiene alcuni elementi critici che successivamente scompaiono o sono oscurati nella versione scritta (per lo meno secondo quanto riportato da Christopher). Queste sono le parole di Tolkien citate integralmente:
“…Gran parte delle allusioni a leggende più antiche sparse nella narrazione o riassunte nell'Appendice A, sono cose che realmente hanno motivo di esistere nella storia di cui fa parte ‘Il Signore degli Anelli’.
“C’è una sola eccezione che mi rende perplesso −Berúthiel. I non so davvero nulla di lei −ricorda nel Libro I (CdA, II, 4) l'allusione di Aragorn ai gatti della Regina Berúthiel che riuscivano a ritrovare la via di casa in una cieca notte? Ella balzò fuori all'improvviso, ed ovviamente meritava attenzione, ma io non so proprio nulla di certo su di lei; tuttavia, strano a dirsi, penso che fosse la moglie di uno dei Re Navigatori di Pelargir. Detestava l'odore del mare, i pesci ed i gabbiani. Un po’ come Skadi, la gigantessa che si recò dagli dei del Valhalla, domandando un risarcimento per la morte accidentale del padre. Ella voleva un marito: gli dei allora si allinearono dietro una cortina ed ella scelse il paio di piedi che l'attraevano maggiormente. Pensò di avere ottenuto Baldur, il bellissimo dio, ma l'uomo da lei scelto risulto essere Njord, il dio del mare. Dopo averlo sposato, ella si stufò completamente della vita di mare (i gabbiani la tenevano sveglia) e alla fine tornò a vivere nello Jötunheim.
“Ebbene, Berúthiel tornò a vivere nella città dell'entroterra, e divenne malvagia (o tornò ad esserlo −suppongo che in origine fosse una Númenóreana Nera). Era una di quelle persone che detestano i gatti, ma da essi vengono assalite e seguite ovunque −ha presente che talvolta essi inseguono persone che odiano? Ho un amico di quel tipo. Io temo che ella torturasse i gatti per divertimento, ma alcuni li utilizzò per i propri scopi –li addestrava ad eseguire malvagie commissioni, a spiare o terrorizzare i suoi nemici.”
Avrei davvero voluto sentire altre informazioni sulla Regina Berúthiel, la quale ha generato in me un brivido di piacere. –non si ha spesso l'opportunità di ascoltare un storia completamente nuova dal proprio narratore preferito. Eppure, come detto proprio da lui stesso, il Professor Tolkien non aveva molto altro da dirmi…

Daphne Castell, “The Realms of Tolkien” (New Worlds: 147-148) Novembre, 1966. [ristampato in Carandaith (1969)1/2, pp. 10-15, 27]

gatto bianco

Per prima cosa valutiamo queste parole per quello che sono. Tolkien ha ampliato la figura di Berúthiel associando essa ad “uno dei Re Navigatori di Pelargir” (non possiamo essere sicuri che qui sia inteso Tarannon, ma (per ragioni che diventeranno chiare tra poco) riteniamo che egli sia il candidato più attendibile, anche in questo stadio della concezione tolkieniana. Nell'intervista Tolkien ricorre ad un episodio dell'Edda in prosa di Snorri Sturlson paragonandolo a Berúthiel. Infine, ci viene detto che Berúthiel era una Númenóreana Nera −se le nostre bocche non sono già spalancate per lo stupore, allora consideriamo per un momento il supremo paradosso di questa affermazione: una Númenóreana Nera regina di Gondor?! Come è potuta accadere una cosa del genere?

Già le nostre menti stanno probabilmente correndo con questa “chiave” a rileggere la storia narrata nei Racconti Incompiuti, cercando di trovare un senso alle nostre domande su Berúthiel finora irrisolte −eppure siamo lasciati nell'oscurità riguardo a molte cose. Inoltre, dal momento che quest'elemento della sua identità sembra essere assente o non citato nel manoscritto finale, dobbiamo fare un passo indietro per chiederci se quest'assenza implichi o meno un rifiuto di Tolkien −egli cambiò idea alla fine? A meno che non saltino fuori nuove lettere o manoscritti, noi probabilmente non sapremo mai nulla di certo, ma possiamo azzardare un'ipotesi plausibile. Nella parte che segue proveremo a farlo −per prima cosa esaminando il mito di Skadi ed in secondo luogo compiendo un'accurata indagine sull'ipotesi Númenóreana Nera.

Il matrimonio di Skadi e Njördr come parallelo di Berúthiel [top]

Il riferimento di Tolkien al mito di Skadi ci ricorda il suo racconto “Aldarion ed Erendis”, che fu composto intorno al 1965, assieme alla mappa di Númenor e (presumibilmente) agli annali della linea di Elros (vedi Racconti Incompiuti di Númenor e della Terra di Mezzo, pp. 7-9) −non più di anno prima dell'intervista della Castell. Forse significativamente, le storie di Berúthiel ed Aldarion sembrano entrambe da problemi sollevati dall' “Appendice A” (vale a dire la mancanza di figli di Tarannon e le circostanze del cambiamento della legge di successione sotto Aldarion). Potrebbe essere che Tolkien in questo periodo della sua vita fosse preoccupato a risolvere ed elaborare le lacune sviluppatesi durante la scrittura del Signore degli Anelli?

Sia questo il caso o meno, la domanda persiste −perché mai (viste tutte le possibili connessioni da lui create tra il passo su Berúthiel in “Un Viaggio nell'Oscurità” ed il resto della sua mitologia) Tolkien decise di associare Berúthiel e i suoi gatti ai Re Navigatori? La risposta si può ben trovare nel mito di Skadi e Njördr, come chiariremo subito. Per cominciare, citiamo dall'Edda questo racconto:

Ora Skadi, la figlia del gigante Thjazi, prese l'elmo, l'usbergo e tutte le armi da guerra e avanzò verso Asgard, per vendicare suo padre. Gli Æsir, tuttavia, le offrirono riconciliazione ed ammenda: per prima cosa, ella avrebbe scelto un marito per sè tra gli Æsir, compiendo la scelta in base ai loro piedi, l'unica parte di essi che Skadi avrebbe potuto vedere. Allora ella vide i piedi di un uomo, assai belli, e disse: “Scelgo questo paio: in Baldr poco può essere ripugnante.” Ma quello era Njördr dello Nóatún.

Snorri Sturluson: The Prose Edda (Arthur Gilchrist Brodeur, trad.) New York, The American-Scandinavian Foundation, 1916, pp. 91-92.

...Njördr ha per moglie la donna chiamata Skadi, figlia del gigante Thjazi. Skadi vorrebbe dimorare nel Thrymheimr, l'abitazione che aveva avuto suo padre e che si trovava su qualche montagna. Njördr vorrebbe invece stare vicino al mare. Fecero allora un patto con questi termini: avrebbero passato nove notti nel Thrymheimr, e altre nove nel Nóatún. Ma quando Njördr tornò dalla montagna al Nóatún, intonò questo lamento:

Fastidiosi mi furono i monti, non a lungo vi rimasi
Nove notti soltanto;
Malvagio mi pareva l'ululato dei lupi,
In confronto al canto dei cigni.

Allora Skadi così cantò:

Dormire non potevo sui letti marittimi,
Per via degli acquatici uccelli;
Mi desta quando giunge dal mare−
Ogni mattina il gabbiano.

Snorri Sturluson: The Prose Edda (Arthur Gilchrist Brodeur, trad.) New York, The American-Scandinavian Foundation, 1916, p. 37.


Skadi
© Giovanni Caselli - Skadi


Troviamo qui l'opposizione tra terra e mare che compare in “Aldarion ed Erendis”, ma, ancora più importante, troviamo una curiosa corrispondenza filologica di cui certamente sarà stato consapevole Tolkien. Nóatún, la residenza del dio del mare Njördr, è un nome di origine indoeuropea e significa “Recinto di Navi” (per una trattazione di ciò, vedi Georges Dumézil: Gods of the Ancient Northmen Berkeley: University of California Press, 1973, p. 77). Sarebbe difficile non notare l'affinità di significato tra Pelargir (S. Recinto di Navi Regali, il centro dei Re Navigatori) e il Nóatún di Snorri, la dimora del dio sposato da Skadi.

Non è necessario speculare sulle possibili influenze di questa tradizione sull'originale concezione di Tolkien riguardo a Pelargir (che emerge per la prima volta verso la fine del 1944, durante la scrittura del Libro 5); ciò che conta è che in un qualche momento tra la pubblicazione del Signore degli Anelli (1954-1955) e l'intervista della Castell (1966) il problema della mancanza di figli di Tarannon ed i gatti della Regina Berúthiel vennero congiunti attraverso questo mito ad una storica unica, che ovviamente era ancora in evoluzione nella mente di Tolkien al momento dell'intervista.

Che cosa può dirci questo che non sappiamo già dai Racconti Incompiuti? In che cosa ella era “un po’come Skadi”? Per rispondere a queste domande esaminino con più attenzione le due esplicite corrispondenze e il modo in cui Tolkien “traduce” questi elementi dal “nord senza nome” dell'Edda al suo mondo della Terra di Mezzo.

Secondo Tolkien, la somiglianza di Berúthiel con Skadi deriva da: 1) il suo odio per il mare; 2) il suo ritiro nell'entroterra. Entrambi i momenti narrativi si riferiscono a quest'opposizione tra terra e mare −tra due modi di vivere. Snorri giustifica questo reciproco antagonismo in parte con le contrastanti nature della coppia: Njördr è uno degli dei di Asgard (sebbene in origine fosse stato uno dei Vanir), mentre Skadi appartiene alla razza dei giganti.

Questa diversità di razza o “specie” è un elemento narrativo importante nel fallimento del loro matrimonio, donde la preoccupazione di Tolkien nell'intervista a trasporla in un'analoga opposizione nella Terra di Mezzo. Egli ottiene ciò identificando Berúthiel come una Númenóreana Nera −l'opposto morale e spirituale dei Fedeli. Questo paragone tematico con il mito di Skadi sembra dare paso all'importanza dell'origine di Berúthiel formulata da Tolkien nell'intervista.

gatto nero 2

La Númenóreana Nera regina di Gondor [top]

Supponendo che ella sia davvero una Númenóreana Nera, ci sono tre fondamentali domande a cui bisogna rispondere prima che Berúthiel possa essere inclusa nello sfondo di un gioco sulla Terra di Mezzo: 1) Da dove proveniva?; 2) Quali furono le circostanze iniziali del suo matrimonio con Tarannon?; 3) Che cosa causò la sua espulsione da Gondor? Alcuni aspetti di queste domande si possono trattare in questa sede poiché implicano necessariamente una speculazione −che è il compito del master che cerchi di sviluppare questo materiale in un contesto di avventura o campagna.

Per cominciare, è ovvio che Berúthiel dovesse essere di alta razza Númenóreana, dal momento che questo era un prerequisito per lo status regale sia tra i Fedeli che tra gli Uomini del Re. Definire Berúthiel una Númenóreana Nera può, a prima vista, non sembrare d'aiuto per individuarne il luogo d'origine (questo perché i discendenti degli Uomini del Re sopravvissuti all'Akallabêth furono dispersi su tutti i litorali della Terra di Mezzo a sud della Baia di Belfalas); eppure, malgrado l'odierna frequenza nei gruppi che praticano giochi ambientati nella Terra di Mezzo, l'esatta espressione “Númenóreano Nero”compare una sola volta nell'intero corpus letterario di Tolkien. Per quanto ne so, nell'unica altra volta queste parole sono state pronunciate da Tolkien nell'intervista della Castell, con riferimento a Berúthiel. l'unica occorrenza letteraria appare nell'Appendice A, in riferimento ad una discussione sugli abitanti di Umbar:
Il grande capo che chiude l'estuario di Umbar era appartenuto ai Númenóreani per moltissimi anni; ma era una fortezza degli Uomini del Re, chiamati più tardi i Númenóreani Neri [enfasi mia], corrotti da Sauron, che odiavano più di ogni altra cosa i seguaci di Elendil.

(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, trad. V. Alliata di Villafranca, Bompiani, 2003)

“Chiamati più tardi Númenóreani Neri” −più tardi quando? E da chi? Dal momento che non c’è traccia di quest'espressione riferita agli Uomini del Re nell'“Akallabêth” o in altre fonti della Seconda Era, proponiamo che “più tardi” significhi dopo la Caduta di Númenor. l'epiteto “nero” è tutto tranne che un complimento, perciò è altamente improbabile che l'espressione sia un'autodefinizione. Ci rimane la più probabile alternativa che “Númenóreani Neri” fosse il modo in cui i Fedeli di Gondor chiamavano gli abitanti di Umbar dopo l'Akallabêth.

I Númenóreani Neri erano comandati da “signori” scacciati da quel porto da Re Eärnil nell'anno 933 della Terza Era (ibid.). Questi signori ancora servivano Sauron “di buon grado” nella Terra di Mezzo anche dopo la Caduta (Il Silmarillion, V). “Dopo la caduta di Sauron, la loro razza decrebbe rapidamente o si mescolò con gli Uomini della Terra di Mezzo, senza però dimenticare l'odio per Gondor. Fu quindi un'impresa assai ardua impadronirsi di Umbar” (Il ritorno del Re, Appendice A, iii).

Una prova “interna” per sostenere l'origine umbariana di Berúthiel è la storia della sua espulsione da Gondor. Si narra che la sua nave era “stata vista per l'ultima volta passare veloce davanti a Umbar sotto una falce di luna” (vedi p. XX, sopra). Vista? Da chi? Dobbiamo ricordare che questo episodio ha luogo prima della conquista di Umbar da parte di Eärnil, e che nessuno in Gondor avrebbe potuto vedere dove Berúthiel fosse stata portata dal suo fato. Infatti, l'intero tono narrativo dell'espulsione ha qualcosa di “leggendario” o “folklorico”, rendendo le affermazioni piuttosto dubbie. Ad ogni modo, esso può essere emerso come espressione popolare del luogo da cui gli abitanti di Gondor credevano ch’ella provenisse.

Forse il passo con le maggiori prove in favore di un'origine umbariana è lo stesso contesto storico. Fu Tarannon che per primo “estese l'influenza di Gondor su tutte le coste a ovest e a sud delle Foci dell'Anduin” (Il ritorno del Re: 325). E’probabile che l'espansione a sud lo avesse portato in contatto ed in conflitto con Umbar −egli fu il primo re gondoriano a farlo. Tarannon fu re dall'830 al 913, e questo è il periodo in cui Berúthiel è presente a Gondor. Improvvisamente Eärnil cominciò a costruire una grande flotta con la quale assediò Umbar, subito dopo la morte di Tarannon (ibid.).

L'esatto modo in cui la presenza e l'espulsione di Berúthiel sia in rapporto con tutto ciò è lasciato da stabilire al master, ma tutti questi tre indizi sono in favore dell'idea che ella originariamente provenisse da Umbar: 1) l'unica occorrenza di “Númenóreani Neri” negli scritti di Tolkien è in riferimento ad Umbar; 2) il racconto dell'espulsione associa implicitamente Berúthiel ad Umbar; 3) Tarannon è il primo re gondoriano ad avere avuto contatti con Umbar, e la presenza di Berúthiel è seguita dalla conquista di Eärnil.

Se Berúthiel fosse una Númenóreana Nera di Umbar, in che modo riuscì a diventare la regina di Gondor? I Númenóreani Neri erano l'estrema espressione del male nell'immaginazione dei Fedeli dopo la caduta di Sauron, e Umbar era la manifestazione fisica di quell'abominazione che opprimeva la Terza Era del mondo. l'unica soluzione logica al problema che siamo riusciti a trovare è che la sua origine fosse inizialmente sconosciuta a Gondor −allora, forse, la sua espulsione indicherebbe che ad un certo punto la sua identità si stata rivelata (vedi, sotto, il primo Excursus per come la teoria di Pat Wynne sul nome “Berúthiel” possa contribuire a questo punto di vista). l'espulsione stessa supporterebbe l'ipotesi Númenóreana Nera, poiché aver il proprio nome cancellato dal Libro dei Re implicherebbe più di una condanna per un semplice misfatto personale (Castamir, per esempio, commise più offese contro il proprio popolo che chiunque della sua stirpe, ma ciononostante il suo nome fu mantenuto nel Libro dei Re).

Un altro problema che si presenta in riferimento alle circostanze del matrimonio di Berúthiel con Tarannon è quello del suo proposito e del suo scopo iniziali. Ancora una volta tutto ciò che abbiamo sono fatti isolati che aspettano di essere mutati in una storia coerente dal master. Cosa sappiamo dei Númenóreani Neri di Umbar di quel tempo? Ci viene detto che essi nutrivano un inestinguibile odio per Gondor, ma sappiamo anche che la purezza del loro lignaggio stava “diminuendo”. Come potrebbe in questo contesto sociale figurare un matrimonio tra un esponente dell'ultima pura stirpe di Umbar ed uno del lignaggio di Elendil?

Una nota finale relativa sia al motivo che alla plausibilità del matrimonio di Berúthiel con Tarannon è il commento di Tolkien alla Castell secondo il quale Berúthiel, in seguito al suo ritorno “nella città dell'entroterra” (presumibilmente Osgiliath), “divenne malvagia (o tornò ad esserlo”. Entrambe le possibilità lasciano spazio a motivazioni complesse o molteplici, ed in ogni caso rivelano la possibilità che la sua presenza iniziale a Gondor non fosse dovuta esclusivamente a ragioni malvagie o premeditate −effettivamente la struttura del mito di Skadi implica che le cose non vanno a finire nella maniera attesa o sperata dai personaggi.

Forse la domanda più importante è che cosa andò storto −quale evento/i alla fine portò all'espulsione di Berúthiel? Naturalmente ci sono i gatti; eppure il motivo per cui ella li inviasse in missioni malvagie non lo conosciamo. Cosa si intende esattamente con “tutti gli oscuri segreti di Gondor”. Sicuramente Berúthiel non è semplicemente un qualche agente segreto inviato dai signori di Umbar per raccogliere informazioni. Ma che genere di “oscuri segreti” potrebbero interessare ad un Númenóreano Nero? Forse qualche eredità dell'Ovesturia contenente la promessa d'immortalità? A causa della natura frammentaria delle prove e delle forzature di questo saggio, un'indagine di questo tipo solleva più problemi di quanti non ne risolva.

Conclusione [top]

Al termine della nostra ricerca, ci troviamo ancora per lo più avvolti nell'oscurità. Quello della Regina Berúthiel è in racconto incompiuto in ogni senso della parola, il che ne fa il materiale ideale per l'ambientazione di un gioco; esaminando lo sviluppo di questo personaggio nel tempo, abbiamo individuato alcune tendenze nella sua storia che potrebbero essere facilmente sfruttate. Invero, l'unico modo per apprendere le risposte è andare oltre ciò che è stato presentato in questo saggio e inventarle attraverso la propria immaginazione −questo è ciò in cui consiste il gioco di ruolo.


Berúthiel
© Vigdis Eleruva - Berúthiel et ses chats


Excursus: il significato del nome “Berúthiel” [top]

Una discussione ha avuto luogo nelle pagine del giornale della Compagnia Linguistica Elfica riguardo al significato del nome “Berúthiel”. Ho incluso questa discussione a vantaggio del lettore che desiderasse soffermarsi su questo argomento. La teoria di Pat Wynne secondo cui il nome è una corruzione del più regale “Berethiel” può ben interessare coloro che ritengono che la vera identità della Regina fosse originariamente tenuta segreta durante il suo soggiorno in Gondor.
Berúthiel (CdA, II, 4; RI, IV, 2, Note): Questo nome mi sconcerta. Dobbiamo vedere in questo nome una connessione con bereth ‘regina’? ú è una negazione? E -thiel è connesso a Lúthien o a Thurin ‘segreto’ o a Thingol?
Allora Ber/ú/thiel dovrebbe essere ‘Regina/non, senza/’?. Aiuto! !
Berúthiel −‘ber’ Ilkorin ‘uomo valoroso, guerriero’ (enfasi mia); ‘bes-, besú’ duale ‘marito o moglie’, p.352. úthiel potrebbe essere una negazione di SEL-D (LotR, III, 8) Noldorin iell “poet. sell fanciulla, donzella”; vergine guerriera. Forse la forma elfica dallo slang inglese “La vecchia-ascia-da-battaglia”? - T.L.]
[Ed. (J.Q.)
J.R.R. Tolkien affermò in un'intervista che Berúthiel era in origine una Númenóreana Nera.]

Tom Loback, articolo 4 in “Essitalmar” (Vinyar Tengwar 5: 10) Maggio 1989.


Berúthiel: La mia teoria personale è che questo nome fosse in origine Berethiel “Figlia di Regina” o “Fanciulla Regale”, e che quando la disgustosa personalità della moglie di Tarannon divenne manifesta (vedi RI, IV, 2, nota 7) diventò abituale fare un gioco di parole che alterasse il nome in Berúthiel, poiché in Sindarin rûth significa “rabbia”. Questa forma alterata fu allora il nome con cui ella venne sempre ricordata”.

Pat Wynne, “Essitalmar” (Vinyar Tengwar 6, p. 10) Luglio 1989.

Ruth potrebbe anche essere un gioco di parole per Rûth “ira” modificato da Bereth + iel (cfr. Belegur/Belegurth (Melkor); Il Silmarillion 340) O forse a JRRT piaceva il suono.

Tom Loback?, “Essitalmar”? (Vinyar Tengwar 7, p. 12) Settembre 1989.

Addendum (7/10/00) [top]

Ne “I Reami di Bellakar” (supplemento a Other Hands 29/30) compare una ricostruzione alternativa del suo nome. David Salo inventa la seguente spiegazione per l'elemento berúth in Berúthiel:
Il termine Adûnaic per “signore” era bâr e banâth era quello per “moglie”. Per associazione, “moglie del signore” (bârubanâth) divenne noto come barâth “signora” (in esso si può vedere anche l'influenza del Sindarin bereth). Il caso accusativo di barâth, spesso usato nel primo elemento di un composto, era barûth. Esso era normalmente utilizzato per l'oggetto di un nome nel secondo elemento che poteva essere interpretato come verbale, ma plausibilmente il caso può aver acquistato un uso più ampio. Perciò il nome Adûnaic “figlio della signora” avrebbe potuto apparire come Barûthhîn; e successivamente questo potrebbe essere stato parzialmente tradotto nel Sindarin gondoriano come Berúthiel.

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Note: [top]

1: La Storia della Terra di Mezzo”. Si tratta di una raccolta di 12 volumi contenenti scritti di Tolkien, ordinati e commentati dal figlio Christopher. In italiano sono stati tradotti solamente i primi due volumi: The Book of Lost Tales 1 (“Racconti Ritrovati”) e The Book of Lost Tales 2 (“Racconti Perduti”) [NdT].

2: “Il Ritorno dell'Ombra”, sesto volume della History of Middle-earth [NdT].

3: In Italia “La realtà in trasparenza. Lettere 1914-1973” [NdT].

4: “La Formazione della Terra di Mezzo”, quarto volume della History of Middle-earth [NdT].