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Categoria:   articoli su Tolkien

I fuochi d'artificio di Gandalf

Traduzione   Corollario   Note



In occasione della Festa d'Addio di Bilbo (3001 T.E.), Gandalf realizzò e proiettò fuochi d'artificio di straordinaria fattura. Nella loro suggestiva descrizione, Tolkien utilizzò termini comuni ed altri inventati. Nell'edizione italiana del Signore degli Anelli ciò non è perfettamente reso: la traduzione è talvolta manchevole o troppo libera. Ne è un esempio lampante la mancanza di traduzione1 di due tipi di fuochi d'artificio (goblin-barkers e thunder-claps).

Data l'importanza del paragrafo, si è ritenuto necessario apportare le dovute modifiche alla resa italiana, in modo tale da avere una migliore attinenza al testo tolkieniano.Tutto ciò è visibile dalle seguenti tabelle:


Nota: Tutti i passi sono citati o tradotti da fonti i cui estremi sono indicati tramite abbreviazioni, dettagliate in questa pagina.

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Testo inglese (LotR) Edizione italiana (ISdA) Traduzione proposta
The fireworks were by Gandalf: they were not only brought by him, but designed and made by him; and the special effects, set pieces, and flights of rockets were let off by him. But there was also a generous distribution of squibs, crackers, backarappers, sparklers, torches, dwarf-candles, elf-fountains, goblin-barkers and thunder-claps. They were all superb. The art of Gandalf improved with age. There were rockets like a flight of scintillating birds singing with sweet voices. There were green trees with trunks of dark smoke: their leaves opened like a whole spring unfolding in a moment, and their shining branches dropped glowing flowers down upon the astonished hobbits, disappearing with a sweet scent just before they touched their upturned faces. There were fountains of butterflies that flew glittering into the trees; there were pillars of coloured fires that rose and turned into eagles, or sailing ships, or a phalanx of flying swans; there was a red thunderstorm and a shower of yellow rain; there was a forest of silver spears that sprang suddenly into the air with a yell like an embattled army, and came down again into the Water with a hiss like a hundred hot snakes. And there was also one last surprise, in honour of Bilbo, and it startled the hobbits exceedingly, as Gandalf intended. The lights went out. A great smoke went up. It shaped itself like a mountain seen in the distance, and began to glow at the summit. It spouted green and scarlet flames. Out flew a red-golden dragon -not life-size, but terribly life-like: fire came from his jaws, his eyes glared down; there was a roar, and he whizzed three times over the heads of the crowd. They all ducked, and many fell flat on their faces. The dragon passed like an express train, turned a somersault, and burst over Bywater with a deafening explosion. I fuochi d'artificio erano di Gandalf: non solo era stato lui a portarli fino a Casa Baggins, ma li aveva anche progettati e costruiti, ed ora li proiettava nel cielo creando effetti particolari di piogge incandescenti e di razzi multicolori. Nel frattempo veniva distribuito un gran numero di petardi, girandole, mortaretti, castagnole, fiaccole, candele nane, fontane elfiche e scatole a sorpresa. Erano gli uni più belli degli altri. l'arte e l'abilità di Gandalf si erano perfezionate col passar del tempo. Il cielo era illuminato a giorno: voli di scintillanti uccelli dal dolce canto; verdi alberi dai tronchi di fumo scuro, le cui foglie si aprivano come tutta una primavera sbocciata in un solo attimo; rami incandescenti dai quali piovevano sfavillanti fiori sui piccoli Hobbit strabiliati, boccioli che dileguavano in un profumo soave prima di sfiorare i loro visi volti verso l'alto; zampilli di farfalle svolazzanti che brillavano fra gli alberi; colonne di fuoco colorato s’innalzavano trasformandosi in aquile, nani e falangi di candidi cigni in volo; tempeste rosse, acquazzoni dalle gocce color limone; una foresta di lance argentate che si rizzò nello spazio col rumore di un esercito all'assalto, per piombare poi nell'acqua fischiando come cento serpenti arroventati. Vi fu poi l'ultima sorpresa in onore di Bilbo che, come aveva previsto Gandalf, sbigottì ed emozionò i presenti. Le luci si spensero; una massa di fumo s’innalzò: prese la forma di una montagna dalla cima incandescente vista in lontananza. Vomitava fiamme verdi e scarlatte, quindi dal suo ventre volò fuori un drago d'oro rosso, non in grandezza naturale, ma estremamente verosimile; sputava fuoco dalle possenti mascelle e lanciava verso il pubblico sguardi infuocati e terribili; ci fu un ruggito; poi il drago passò sibilando tre volte sulla testa della gente. Tutti si gettarono a terra e molti batterono la testa. Il drago tornò a passare su di loro alla velocità di un treno, fece un salto mortale e scoppiò nel cielo di Lungacque con un boato assordante. I fuochi d'artificio erano di Gandalf: non solo era stato lui a portarli, ma li aveva anche progettati e costruiti; e gli effetti speciali (il suo pezzo forte) ed il lancio dei razzi erano emessi da lui. Tuttavia, nel frattempo veniva distribuito un gran numero di petardi, mortaretti, girandole, candele magiche2, fiaccole, candele nane, fontane elfiche, orchi-strilloni3 e rombi di tuono. Erano gli uni più belli degli altri. l'arte di Gandalf si era perfezionata col passar del tempo. Vi furono razzi simili a voli di scintillanti uccelli dal dolce canto; verdi alberi dai tronchi di fumo scuro, le cui foglie si aprivano come tutta una primavera sbocciata in un solo attimo, e dai cui rami incandescenti piovevano sfavillanti fiori sugli hobbit strabiliati, dileguandosi in un profumo soave prima di sfiorare i loro visi volti verso l'alto. Vi furono fontane di farfalle svolazzanti che brillavano fra gli alberi; colonne di fuoco colorato s’innalzavano trasformandosi in aquile, navi e falangi di candidi cigni in volo; una tempesta rossa ed un acquazzone di pioggia gialla; una foresta di lance argentate che improvvisamente balzò nel cielo gridando come un esercito all'assalto, per piombare poi nell'Acqua fischiando come cento serpenti arroventati. Vi fu poi, in onore di Bilbo, un'ultima sorpresa che, come aveva inteso Gandalf, spaventò gli hobbit a dismisura. Le luci si spensero. Una massa di fumo s’innalzò: prese la forma di una montagna dalla cima incandescente vista in lontananza. Vomitava fiamme verdi e scarlatte, quindi dal suo ventre volò fuori un drago d'oro rosso -non in grandezza naturale, ma terribilmente verosimile; dalle sue fauci fuoriusciva fuoco ed i suoi occhi lanciavano verso il basso sguardi terribili; ci fu un ruggito; poi il drago passò sibilando tre volte sulla testa della gente. Tutti si abbassarono e molti caddero bocconi. Il drago tornò a passare su di loro alla velocità di un treno4, fece un salto mortale e scoppiò nel cielo di Lungacque con un boato assordante.

Corollario [top]

Dallo Hobbit sappiamo che Gandalf aveva fatto uno studio speciale sugli incantesimi ‘con fuochi e luci’ e che produceva fuochi che ogni Ferragosto venivano fatti esplodere dal Vecchio Tuc:
L'uomo che sapeva fabbricare quei fantastici fuochi d'artificio? Quelli sì che me li ricordo! Il Vecchio Tuc li faceva a Ferragosto. Splendidi! Salivano come enormi gigli, bocche di leone e ginestre di fuoco, e rimanevano sospesi nel crepuscolo per tutta la sera!

(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato, trad. E. Jeronimidis Conte, Bompiani, 2004)


Nella lettera 301 Tolkien spiega la presenza dei fuochi d'artificio nelle sue opere:

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Testo inglese Edizione italiana Traduzione proposta
Fireworks have no special relation to me. They appear in the books (and would have done even if I disliked them) because they are pan of the representation of Gandalf, bearer of the Ring of Fire, the Kindler: the most childlike aspect shown to the Hobbits being fireworks. (Letters) I fuochi d'artificio non hanno alcun significato speciale per me. Compaiono nel libro (e sarebbero comparsi anche se non mi fossero piaciuti) perché fanno parte della rappresentazione di Gandalf, portatore dell'Anello di Fuoco, colui che accende: dei suoi poteri egli mostra agli hobbit quello più banale, l'abilità nei fuochi d'artificio. (Lett) I fuochi d'artificio non hanno alcun legame speciale con me. Compaiono nei libri (e sarebbero comparsi anche se non mi fossero piaciuti) perché fanno parte della rappresentazione di Gandalf, portatore dell'Anello di Fuoco, Colui che Accende: l'aspetto più semplice mostrato agli Hobbit è l'abilità nei fuochi d'artificio.

Infine, dai Racconti Incompiuti (IV, 2, Gli Istari) si hanno queste affermazioni a proposito dell'utilizzo del fuoco di Gandalf:

« […] essendo egli il Nemico di Saruman, colui che si opponeva al fuoco che divora e distrugge con il fuoco che illumina e soccorre nella disperazione e nell'afflizione ».

« […] a volte operava prodigi tra loro, amando segnatamente la bellezza del fuoco; ma siffatte meraviglie egli le compiva per lo più per allegria e gioia […] ».

(J.R.R. Tolkien, Racconti Incompiuti, trad. F. Saba Sardi, Bompiani, 2001)


Note: [top]

1 Anzi, in questo caso i due termini sono stati assurdamente ‘liquidati’ con le parole ‘e scatole a sorpresa’.
2 ‘candele magiche’ è la traduzione di sparkler(s) ‘piccolo fuoco d'artificio da tenere in mano’.
3 Traduzione di goblin-barkers. Il termine goblin è stato tradotto con ‘orco’, mentre barker(s) è participio di (to) bark ‘abbaiare, latrare; sbraitare’. Per la differenza tra goblin ed orco in Tolkien, consiglio questa pagina.
4 Lett. express ‘treno direttissimo’.