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Lettere di Tolkien


Categoria:   articoli su Tolkien



Questa pagina contiene informazioni dettagliate sulle lettere scritte da J.R.R. Tolkien.
Gran parte della corrispondenza tolkieniana è stata pubblicata in Letters of J.R.R. Tolkien (ed. Humphrey Carpenter with the assistance of Christopher Tolkien, George Allen & Unwin, 1981, London) e tradotta in lingua italiana da Cristina de Grandis in La Realtà in trasparenza. Lettere 1914-1973 per Rusconi e, successivamente, Bompiani.
Nella succitata opera sono raccolte 354 lettere (scelte dal figlio Christopher, in collaborazione col biografo ufficiale Humphrey Carpenter) che dall'ottobre 1914 (quando Tolkien aveva 22 anni) arrivano fino al 29 agosto 1973 (quattro giorni prima della morte dello scrittore).
Questo epistolario è estremamente importante in quanto contiene svariate informazioni sulla stesura delle opere tolkieniane, digressioni e analisi esclusive.
Questa pagina intende contenere una breve descrizione di ogni singola lettera, con particolare attenzione alle epistole che possiedono elementi relativi ad opere di Tolkien (raramente sono prese in considerazione le parti strettamente private, di contenuto religioso, politico o sentimentale).
La biografia a cui si fa riferimento ("Biography") è Tolkien: A Biography di Humphrey Carpenter (Allen & Unwin, London, 1977), mentre "Immagini" è Immagini di J.R.R. Tolkien, Bompiani, Milano, 2002.


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1 a Edith Bratt ottobre 1914
Nota: Edith Bratt era divenuta la fidanzata di Tolkien nel gennaio del 1913, quand'egli aveva 21 anni. Tolkien aveva conosciuto Edith durante la propria adolescenza a Birmingham.
Questa lettera risale all'ultimo anno da studente a Oxford: Tolkien studiava lingua e letteratura inglese e, contemporaneamente, faceva parte del Corpo Addestramento Ufficiali dell'Università (come preparazione in vista dell'arruolamento nell'esercito inglese).
  • Tolkien sta cercando di ricavare da una storia "estesa e molto tragica" del Kalevala un breve racconto sul tipo dei romanzi di William Morris contenenti brani di poesia. Il Kalevala è un poema epico ottocentesco composto da Elias Lönnrot sulla base di poemi e ballate finlandesi. Il racconto in questione è La storia di Kullervo (v. lettera 163), la cui rielaborazione da parte di Tolkien non fu mai completata (eppure costituì l'ispirazione per la storia di Túrin Turambar nel Silmarillion).


2 a Edith Bratt 27 novembre 1914
  • Tolkien in un incontro dell'Essay Club legge una propria poesia intitolata Il Viaggio di Earendel la Stella della Sera, composta nel settembre del 1914. La poesia è riportata in HoME, II (= Racconti Perduti).


3 a Edith Bratt 26 novembre 1915
Nota: Dopo aver ottenuto ad Oxford la laurea di Primo Livello in inglese, Tolkien fu mandato nel corpo dei Fucilieri del Lancashire. Scrisse questa lettera al Campo Rugeley (Staffordshire), ove stava compiendo esercitazioni. Nel frattempo Tolkien stava elaborando un poema (Kortirion among the Trees, 'Kortirion tra gli Alberi') su una città collinare, ispiratagli da Warwick, la cittadina dove Edith Bratt viveva. Le versioni del poema sono raccolte e commentate da Christopher Tolkien in HoME, I (= Racconti Ritrovati). Si veda anche Kortirion among the Trees: the Influence of Warwick on JRR Tolkien's vision of Middle-earth di Lynn Forest-Hill.
  • Tolkien ha scritto a matita una copia di Kortirion.


4 a Edith Bratt 2 marzo 1916
  • Tolkien sta elaborando un "linguaggio delle fate senza senso" influenzato dal finlandese, presumibilmente una forma primitiva del linguaggio elfico Quenya (idioma che Tolkien inventò probabilmente quando era ancora studente). Un esempio di stanza in questo linguaggio (datata 'Novembre 1915, marzo 1916') è presente in Biography, p. 76: Ai lintulinda Lasselanta Pilingeve suyer nalla ganta Kuluvi ya karnevalinar V'ematte singi Eldamar.


5 a G. B. Smith 12 agosto 1916
Nota: La lettera è indirizzata a Geoffrey Smith, uno dei quattro membri della « T.C.B.S. » (= 'Club del tè e Società Barrovian'), una società non ufficiale e semisegreta fondata nel 1911 da Tolkien, Rob Gilson, G. Smith e Christopher Wiseman quando frequentavano la scuola King Edward's di Birmingham. Si veda Tolkien and his Circle di Chris Upton.


6 a E. M. Wright 13 febbraio 1923
Nota: La lettera è indirizzata alla moglie di Joseph Wright, curatore dell'English Dialect Dictionary ('E.D.D.'). Wright aveva studiato filologia assieme a Tolkien, ad Oxford.


7 agli Elettori della Rawlinson and Bosworth Professorship of Anglo-Saxon (Università di Oxford) 27 giugno 1925
Nota: Si tratta di una lettera ufficiale di domanda per la cattedra di Anglosassone all'Università di Oxford.


8 al Vicerettore dell'Università di Leeds 22 luglio 1925
Nota: Tolkien aveva appena ottenuto la cattedra di Anglosassone all'Università di Oxford.
  • Lettera di dimissioni dalla cattedra di Lingua Inglese all'Università di Leeds.


9 a Susan Dagnall, George Allen & Unwin Ltd 4 gennaio 1937
Nota: Tolkien aveva scritto gran parte de Lo Hobbit durante i suoi primi sette anni come professore di Anglosassone a Oxford (1925-32). Il dattiloscritto apparentemente mancava degli ultimi capitoli e si interrompeva poco prima della morte del drago Smaug. Il testo venne visionato da Susan Dagnall, una laureata di Oxford che lavorava per la casa editrice londinese Allen & Unwin. La Dagnall incoraggiò Tolkien a completare la storia e a proporla alla Allen & Unwin per la pubblicazione. Ciò fu fatto il 3 ottobre 1936: quando Tolkien scrisse questa lettera, Lo Hobbit era stato accettato per la pubblicazione ed egli stava preparando mappe e illustrazioni per il libro.
  • Tolkien ha ridisegnato la mappa di Thrór (da inserire nel primo capitolo), quella generale (le altre mappe sono definite da Tolkien "non necessarie") ed un paio di illustrazioni.


10 a C. A. Furth, Allen & Unwin 17 gennaio 1937
Nota: Tra il 1932 e il 1937, Tolkien scrisse Mr. Bliss (un libriccino per bambini illustrato) e lo propose alla Allen & Unwin. Gli editori si dissero disposti a pubblicarlo, a patto che Tolkien riducesse il numero dei colori delle illustrazioni.
  • Tolkien si dichiara pronto a semplificare le illustrazioni per Mr. Bliss.
  • Tolkien è felice (e sorpreso) che i suoi disegni per Lo Hobbit possano essere utilizzati: la mappa di Thrór dovrebbe essere inserita (piegata) alla fine del primo capitolo (a fianco del testo che ne fa menzione); la mappa delle Terre Selvagge alla fine; il disegno Mirkwood ('Bosco Atro', riprodotto a fianco della nota al n. 37 in Immagini) all'inizio; Elvenking's Gate ('Il Portale del Re degli Elfi') alla fine del cap. VIII; Lake Town ('Città del Lago') nel cap. X; The Front Gate ('La Porta Principale') nel cap. XI, dopo la sua prima descrizione.
  • Tolkien acclude alla lettera altre sei illustrazioni per Lo Hobbit.


11 alla Allen & Unwin 5 febbraio 1937
Nota: Tolkien approva la prima stampa delle illustrazioni de Lo Hobbit.


12 alla Allen & Unwin 13 aprile 1937
Nota: A metà marzo Tolkien aveva restituito alla Allen & Unwin le bozze de Lo Hobbit con una gran quantità di modifiche. Per tale motivo, la casa editrice gli comunicò che di conseguenza probabilmente avrebbe dovuto pagare una parte della spesa per la correzione (benché Tolkien avesse fatto sì che la lunghezza del testo rimanesse invariata rispetto all'originale).
  • Tolkien invia, in cartelle separate, le seconde bozze corrette dello Hobbit, complete.
  • Tolkien propone un disegno per la copertina, che comprende un'iscrizione runica che recita The Hobbit or There and Back Again, being the record of a year's journey made by Bilbo Baggins; compiled from his memoirs by J. R. R. Tolkien and published by George Allen & Unwin ('Lo Hobbit o Andata e ritorno, cronaca di un anno di viaggio fatto da Bilbo Baggins; redatto dalle sue memorie da J.R.R. Tolkien e pubblicato da George Allen & Unwin').


13 a C. A. Furth, Allen & Unwin 13 maggio 1937
Nota: L'11 maggio 1937 la Allen & Unwin comunicò a Tolkien che avevano interessato a Lo Hobbit "una delle più rinomate case editrici americane" alla quale « sarebbe piaciuto un certo numero di nuove illustrazioni a colori e suggeriva di utilizzare dei buoni artisti americani ». La Allen & Unwin era dell'opinione che le illustrazioni dovessero essere dell'autore dell'opera.
  • Tolkien è favorevole alla proposta americana, purché le illustrazioni vengano eseguite da un solo autore e non siano influenzate dagli studi della Disney.


14 alla Allen & Unwin 28 maggio 1937
Nota: Gli editori avevano suggerito a Tolkien di pubblicare Lo Hobbit nell'ottobre del 1937 e gli avevano riferito di aver inviato la sua lettera riguardante le illustrazioni (lettera 13) alla casa editrice americana Houghton Mifflin.
  • Tolkien suggerisce la fine di giugno per la pubblicazione.
  • Tolkien è infastidito dal fatto che la sua lettera sia stata inviata in America senza una revisione.
  • Tolkien allega tre « disegni » a colori. Uno di questi disegni era Beleg trova Gwindor a Taur-nu-Fuin, mentre gli altri due erano probabilmente Glorund si mette in viaggio per cercare Túrin e Monte Semprebianco (riprodotti come n. 38 e 31 in Immagini). Le tre illustrazioni si riferivano al Silmarillion ed erano state inviate da Tolkien solamente come esempi (non dovevano essere pubblicate nello Hobbit).


15 alla Allen & Unwin 31 agosto 1937
Nota: Allegata a questa lettera c'era una versione a colori del disegno La Collina: Hobbiville-di-là-dell'Acqua. Tolkien aveva già inviato quattro nuovi disegni a colori: Gran Burrone, Bilbo si svegliò con il primo sole negli occhi, Bilbo arriva alle Capanne degli Elfi-barcaioli e Conversazione con Smaug. Tutti questi disegni, tranne Le Capanne degli Elfi-barcaioli, furono utilizzati nella prima edizione americana (e tutti, tranne Bilbo si svegliò con il primo sole negli occhi, furono inseriti nella seconda ristampa inglese).
  • Tolkien sottolinea il fatto di aver utilizzato nello Hobbit l'Anglosassone (rune) e l'islandese (nomi dei nani), ed inglesizzato i termini « per evitare astrusità »
  • Tolkien ricorda che lo Hobbit contiene un'unica nota filologica (« Dire che a Bilbo si mozzò il fiato non rende affatto l'idea. Non ci sono parole per esprimere il suo turbamento, da quando gli uomini cambiarono il linguaggio che avevano imparato dagli elfi, al tempo in cui tutto il mondo era bello. » -Lo Hobbit, cap.12).


16 a Michael Tolkien 3 ottobre 1937
Nota: Lettera al figlio Michael che aveva ormai 16 anni, era studente alla Oratory School (nel Berkshire), insieme al fratello più giovane Christopher.


17 a Stanley Unwin 15 ottobre 1937
Nota: Stanley Unwin, Presidente della Allen & Unwin, aveva inviato a Tolkien una lettera dello scrittore Richard Hughes (a cui la Allen & Unwin aveva dato una copia dello Hobbit). Hughes scrisse a Unwin elogiando la fiaba di Tolkien pur facendo notare che « molti genitori... potrebbero temere che alcuni passi del libro siano troppo terrificanti per una lettura serale ». Unwin aveva informato Tolkien che suo figlio Rayner di undici anni (autore del resoconto del manoscritto dello Hobbit che aveva portato il libro alla pubblicazione, vedi Biografia, pp. 180-1), stava rileggendo il libro ora che era in stampa. Unwin aveva fatto notare a Tolkien che gran parte dei lettori del libro avrebbero desiderato conoscere ulteriormente il mondo hobbit.
  • Tolkien sottolinea il fatto di aver utilizzato nello Hobbit il plurale scorretto dwarves ('nani')
  • Tolkien afferma di aver già del materiale inerente il mondo di Bilbo, e si dichiara disposto a scrivere un'opera in stile simile a quello dello Hobbit e per un pubblico analogo (e che includa possibilmente gli Hobbit)
  • Riguardo alla notazione di Hughes, Tolkien si giustifica affermando che la presenza del Male, che rende cupo il racconto, dona verosimiglianza a quel mondo immaginario (un paese fatato perfettamente pacifico non sarebbe stato credibile).


18 a Stanley Unwin 23 ottobre 1937
  • Tolkien ribadisce la propria intenzione di scrivere un'opera simile allo Hobbit.


19 a Stanley Unwin 16 dicembre 1937
Nota: Tolkien parlò ad Unwin di alcuni suoi lavori di cui già esisteva il manoscritto: le Lettere di Babbo Natale (serie di lettere che aveva indirizzato ai suoi figli ogni Natale, a partire dal 1920), diverse storie brevi e poemi, e Il Silmarillion. Tolkien successivamente consegnò alla Allen & Unwin il Quenta Silmarillion (una versione in prosa del Silmarillion) e un lungo poema incompleto The Gest di Beren and Lúthien ('La Storia di Beren e Lúthien'). Questi due manoscritti furono mostrati ad Edward Crankshaw uno dei lettori esterni della casa editrice), che criticò negativamente il poema, ma lodò la prosa narrativa per la sua « brevità e dignità » (benché non gli piacessero « quei nomi celtici che spaccano gli occhi »). Crankshaw inoltre affermava che il poema aveva « qualcosa di quella folle, luminosa bellezza che rende perplessi tutti gli anglosassoni di fronte all'arte celtica ».
  • Tolkien afferma di non aver ancora scritto la Lettera di Natale del 1937.
  • Tolkien si rallegra del fatto che il Silmarillion non sia stato accantonato con disprezzo.
  • Riguardo alla notazione di Crankshaw, Tolkien fa notare che i nomi non sono celtici e che sono coerenti e consistenti e fatti in base a due formule linguistiche collegate.
  • Tolkien ritiene ormai doveroso un seguito dello Hobbit, ma confida di essere impegnato nel completare Il Silmarillion: « la costruzione di una mitologia consistente ed elaborata (e due linguaggi) mi occupa in pieno, e i Silmaril sono nel mio cuore »).
  • Tolkien potrebbe ampliare la figura di Tom Bombadil (già protagonista de Le Avventure di Tom Bombadil, pubblicate per la prima volta sull'Oxford Magazine nel 1934) nel seguito dello Hobbit.


20 a C. A. Furth, Allen & Unwin 19 dicembre 1937
  • Tolkien afferma di avere completato il primo capitolo (Una festa a lungo attesa) di una nuova storia sugli hobbit.
  • Tolkien commenta l'uso di man / men, boys e fellow nello Hobbit.


21 alla Allen & Unwin 1 febbraio 1938
  • Tolkien afferma di avere battuto a macchina il primo capitolo (Una festa a lungo attesa) del seguito dello Hobbit.


22 a C. A. Furth, Allen & Unwin 4 febbraio 1938
  • Tolkien allega alla lettera il primo capitolo (Una festa a lungo attesa) del seguito dello Hobbit.
  • Tolkien allega una lista di errori presenti nello Hobbit (trovati da un lettore e da suo figlio Christopher).


23 a C. A. Furth, Allen & Unwin 17 febbraio 1938
Nota: Gli editori stavano riconsiderando la possibilità di pubblicare Mr. Bliss, (v. nota introduttiva alla lettera 10).
  • Tolkien si augura che il sig. Furth riesca a trovare qualcuno che ridisegni meglio le illustrazioni per Mr. Bliss (Tolkien non crede di esserne capace e non ne avrebbe nemmeno il tempo).
  • Tolkien afferma di essere ancora fermo al primo capitolo (Una festa a lungo attesa) del seguito dello Hobbit.


24 a Stanley Unwin 18 febbraio 1938
Nota: L'11 febbraio, Stanley Unwin informò Tolkien che suo figlio Rayner era « deliziato dal primo capitolo » della nuova storia sugli hobbit.
  • Tolkien si dichiara incoraggiato e molto grato a Rayner Unwin.


25 al Direttore dell'Observer circa 18 gennaio 1938
Nota: Il 16 gennaio 1938 l'Observer aveva pubblicato una lettera, firmata ‘Habit’.
L'Habit domandava se gli Hobbit potessero essere stati suggeriti a Tolkien dal resoconto di Julian Huxley sui "« piccoli uomini pelosi » visti in Africa dagli indigeni e... da almeno uno scienziato" e menzionava anche un'amica che aveva detto di ricordare « una vecchia fiaba intitolata Lo Hobbit in una raccolta letta intorno al 1904 », in cui la creatura chiamata ‘Hobbit’ era spaventosa. Lo Habit, inoltre, scrivente chiedeva « qualcosa di più sul nome e sulle origini dell'affascinante eroe » dello Hobbit e se il furto della coppa d'oro fosse basato sull'episodio del furto della coppa in Beowulf. La risposta di Tolkien, benché non fosse finalizzata alla pubblicazione (v. conclusione della lettera 26) uscì sull'Observer il 20 febbraio 1938.
  • Tolkien afferma di non ricordare nulla del nome e delle origini dell'eroe dello Hobbit.
  • Tolkien dichiara di non avere ricordi consapevoli di pigmei pelosi né di storie sugli Hobbit stampate intorno al 1904: lo Hobbit « non viveva in Africa e non era peloso, eccetto che per i piedi. E non era nemmeno simile ad un coniglio. Era un agiato, ben nutrito giovane scapolo con mezzi propri. Chiamarlo "piccolo brutto coniglio" è una volgarità da Troll proprio come "discendente di topi" è malizia degna dei Nani - insulti deliberati alla sua statura e ai suoi piedi, che lo facevano indignare. I suoi piedi, se ben calzati, erano eleganti quanto le sue lunghe dita che denotano intelligenza ».
  • Tolkien afferma che il resto della storia è derivato da epica, mitologia e favolistica (non vittoriana, ad eccezione di George Macdonald) assorbite in precedenza. Beowulf è tra le fonti più considerate, benché Tolkien non l'avesse consapevolmente in mente durante la stesura: « l'episodio del furto deriva naturalmente (e quasi inevitabilmente) dalle circostanze. E' difficile immaginare un altro modo di proseguire la storia arrivati a quel punto. Immagino che l'autore di Beowulf direbbe la stessa cosa ».
  • Tolkien dichiara che il suo racconto non si basa intenzionalmente su altri libri, salvo uno (inedito): Il Silmarillion, una storia di Elfi, a cui frequentemente si allude nello Hobbit.
  • I nomi dei Nani e quello dello stregone vengono dall'Elder Edda. I nomi degli hobbit da fonti ovvie, adatte alla loro specie. La lista completa delle famiglie più agiate è: Baggins, Boffin, Bolger, Bracegirdle, Brandybuck, Burrowes, Chubb, Grubb, Hornblower, Proudfoot, Sackville, e Took.
  • Il drago Smaug ha come nome (uno pseudonimo) la forma passata del verbo germanico primitivo smugan ‘stringersi per passare attraverso un buco’ e rappresenta uno stratagemma filologico.
  • Riguardo all'utilizzo del termine dwarves, Tolkien dichiara che « la grammatica dice dwarfs; la filologia suggerisce che dwarrows sarebbe la forma storica. La vera risposta è che non ho saputo far di meglio. Ma dwarves sta bene con elves; e, in ogni caso, elf, gnome, goblin, dwarf sono solo traduzioni approssimative di nomi di Antico Elfico per esseri che non hanno le stesse caratteristiche e le stesse funzioni ».
  • I dwarves di Tolkien non sono proprio i dwarfs più conosciuti, sebbene abbiano nomi scandinavi: si tratta di una concessione editoriale (troppi dei nomi nella lingua adatta a quel periodo potevano suonare allarmanti). Il Nanesco era complicato e cacofonico (perfino i primi filologi elfici la evitavano e i Nani erano costretti a usare altre lingue, salvo quando conversavano tra loro).
  • Il linguaggio hobbit era considerevolmente simile all'inglese; gli Hobbit vivevano ai confini delle Terre Selvagge e per lo più ne erano inconsapevoli. I loro cognomi sono per la maggior parte ben conosciuti e giustamente rispettati in Inghilterra come lo erano ad Hobbiville e a Lungacque.
  • Le rune usate da Thorin e Compagnia per scopi speciali, erano comprese in un alfabeto di trentadue lettere (nella sua piena applicazione) simile, ma non identico, alle rune delle iscrizioni anglosassoni: c'è indubbiamente una connessione storica. L'alfabeto Feanoriano, comunemente adoperato in quell'epoca, era di origine elfica (appare nella maledizione iscritta sulla pentola d'oro nel disegno della tana di Smaug).


26 a Stanley Unwin 4 marzo 1938
Nota: Il 2 marzo Unwin aveva mandato a Tolkien un estratto della lettera (critica) di un lettore su Out of the Silent Planet di C. S. Lewis per conoscere da Tolkien cosa ne pensasse di tale libro.
  • Tolkien dichiara di aver già terminato il terzo capitolo del seguito de Lo Hobbit.
  • Tolkien ritiene soddisfacente l'edizione americana dello Hobbit (benché non riesca a capire perché sia stato 'rovinato' il suo disegno di Gran Burrone) e di essa allega la lista degli errori tipografici.


27 alla Houghton Mifflin Company marzo/aprile 1938
Nota: Probabilmente si tratta di un estratto di una lettera di risposta inviata agli editori americani della Houghton Mifflin che avevano chiesto a Tolkien qualche disegno degli Hobbit da poter usare nelle edizioni successive del libro.
  • Tolkien fornisce la descrizione di Bilbo: altezza di tre piedi (91,44 cm) o tre piedi e sei pollici (106,68 cm); aspetto quasi umano, con un po' di pancia e le gambe corte; faccia rotonda e gioviale; orecchie leggermente appuntite ed 'elfiche'; capelli corti e ricci (bruni); piedi con piante callose, e coperti di peli bruni dalla caviglia in giù; calzoni di velluto verde; panciotto rosso o giallo; giacchetta marrone (o verde); bottoni dorati (o d'ottone); cappuccio verde scuro e mantello (appartenenti ad un Nano).


28 a Stanley Unwin 4 giugno 1938
Nota: Il primo giugno Unwin aveva riferito a Tolkien che l'edizione americana dello Hobbit aveva venduto circa tremila copie e che in aprile il libro aveva vinto un premio di 250 dollari messo in palio dal New York Herald Tribune per il miglior racconto per ragazzi della stagione. Rayner Unwin aveva criticato il secondo e il terzo capitolo della nuova storia in quanto contenenti troppi « discorsi hobbit ».
  • Tolkien condivide le critiche al suo racconto, sebbene i « discorsi hobbit» lo divertano più delle avventure.
  • Dopo le vacanze di Natale, Tolkien non ho più avuto occasione di andare avanti con il racconto.


29 a Stanley Unwin 25 luglio 1938
Nota: La Allen & Unwin aveva trattato la pubblicazione dell'edzione tedesca de Lo Hobbit con la Rütten & Loening di Potsdam. Questa casa editrice scrisse a Tolkien per chiedergli se fosse di razza ariana.
  • Tolkien è infastidito dall'« impertinenza » della lettera della Rütten & Loening ed è tentato di rifiutare di consentire la traduzione in tedesco dello Hobbit; tutttavia, non potendo mandare a monte la possibilità di un'edizione tedesca senza l'approvazione di Unwin, Tolkien sottopone a Stanley due abbozzi di eventuali risposte.


30 alla Rütten & Loening Verlag 25 luglio 1938
Nota: Si tratta di uno dei « due abbozzi » menzionati da Tolkien nella lettera precedente. Questo è l'unico conservato negli archivi della Allen & Unwin ed è quindi molto probabile che la casa editrice inglese abbia inviato l'altro in Germania. E' chiaro che in quella lettera Tolkien rifiutò di dichiararsi di razza ariana.


31 a C. A. Furth, Allen & Unwin 24 luglio 1938
Nota: Nel 1937 Tolkien aveva proposto diverse storie ai suoi editori come possibili successori dello Hobbit. Tra di esse vi era una versione breve de Il cacciatore di draghi (in inglese Farmer Giles of Ham). Tale opera piacque alla Allen & Unwin, che tuttavia riteneva necessario affiancarle altre storie per poter ottenere un libro di sufficiente lunghezza. La casa editrice, infine, incoraggiava Tolkien a scrivere il seguito dello Hobbit.
  • Tolkien confida di essere fermo con il seguito dello Hobbit: la storia ha perso ogni attrattiva ai suoi occhi e non sa che cosa farne. L'autore fornisce le cause di questo blocco: originariamente Lo Hobbit non doveva avere un seguito; quasi tutti i « motivi » possibili sono presenti nel libro originario (sicché un seguito apparirebbe più « esiguo » o puramente ripetitivo); gli Hobbit divertono Tolkien immensamente (« potrei contemplarli mangiare fare i loro scherzi abbastanza sciocchi all'infinito ») ma non è così per i suoi ammiratori più affezionati (ad es. per C. S. Lewis gli Hobbit sono divertenti solamente in caso di situazioni poco « hobbit »); la sua mente, per quanto riguarda il raccontare storie, è occupata con le 'pure' fiabe o con le mitologie del Silmarillion.
  • Per quanto concerne Il cacciatore di draghi, Tolkien dichiara di non aver scritto le storie necessarie per accompagnarlo. L'autore, tuttavia, afferma di avere riscritto tale opera, in gennaio, allungandola della metà, e di averla letta (con successo) alla Lovelace Society di Oxford.
  • Tolkien ricorda agli editori la possibilità di pubblicare Mr. Bliss.


32 a John Masefield 27 luglio 1938
Nota: La lettera è indirizzata a John Masefield, Poeta Laureato che, insieme a Nevill Coghill, aveva organizzato uno spettacolo a Oxford (per le estati del 1938 e del 1939) intitolato Diversioni estive. Nel 1938 Masefield invitava Tolkien ad impersonare lo scrittore Chaucer e a recitarne a memoria l'opera Il racconto del Cappellano delle Monache. La lettera d'invito comprendeva alcuni versi con cui Masefield intendeva presentarlo in occasione dell'evento succitato.


33 a C. A. Furth, Allen & Unwin 31 agosto 1938
  • Tolkien dichiara di aver battuto a macchina Il cacciatore di draghi, modificandolo in scopo e tono. Tuttavia l'autore riconosce che il libro non è abbastanza lungo per essere pubblicato singolarmente.
  • Tolkien afferma di avere elaborato un seguito per Il cacciatore di draghi (v. lettera 36 e Biography, p. 16) e di avere a disposizione una fiaba pseudo-celtica incompleta e moderatamente satirica, intitolata The King of the Green Dozen ("Il Re della Verde dozzina"): si tratta della storia del Re di Iwerddon, i cui capelli (e quelli dei dodici figli del suo discendente) erano di colore verde. Questa fiaba, ambientata in Galles, parodiava lo stile 'alto' della narrativa e non fu mai portata a termine da Tolkien.
  • Tolkien informa di essersi messo di nuovo al lavoro, negli ultimi due o tre giorni, sul seguito dello Hobbit: Il Signore dell'Anello. L'autore dichiara che l'opera è arrivata al capitolo VII e progredisce vero obiettivi imprevisti; inoltre gli sembra in alcuni punti molto migliore del precedente. Tuttavia questo non significa che egli lo ritenga più adatto o più idoneo al pubblico dello Hobbit. Infatti Tolkien rivela che il racconto è, come i suoi stessi figli, abbastanza « adulto ».


34 a Stanley Unwin 13 ottobre 1938
  • Tolkien dichiara di aver portato a termine il capitolo XI del seguito dello Hobbit: l'autore afferma che quest'opera è più « adulta » dello Hobbit e sta diventandone "più terrorizzante". Tolkien ammette che l'epoca storica così buia ha sicuramente influito sulla storia, sebbene essa non sia un'allegoria.


35 a C. A. Furth, Allen & Unwin 2 febbraio 1939
  • Tolkien afferma di aver portato a termine il capitolo XII del Signore degli Anelli, che ritiene essere molto migliore dello Hobbit ed anche più adulto.
  • L'autore dichiara che scrivere Il Signore degli Anelli è molto laborioso, perché lo fa al massimo delle proprie possibilità e soppesandone ogni parola.
  • Tolkien è disponibile a elaborare una mappa (indispensabile) per il libro, ma non illustrazioni, dichiarandosi incapace di disegnare.


36 a C. A. Furth, Allen & Unwin 10 febbraio 1939
Nota: L'8 febbraio Furth aveva mandato a Tolkien un assegno per i diritti d'autore dello Hobbit, e informando lo scrittore che la metà di giugno era il termine ultimo entro il quale la Allen & Unwin avrebbe dovuto ricevere la nuova storia al fine di un eventuale pubblicazione natalizia.
  • Tolkien confida di poter rispettare il termine del 15 giugno per la consegna della versione completa del Signore degli Anelli.
  • L'autore afferma di aver ricevuto il dattiloscritto della versione allungata del Cacciatore di draghi e ne chiede il giudizio a Furth, ricordando di averne a disposizione un seguito in cui sono narrate le avventure di Prince George (il figlio del contadino) e del ragazzo grasso Suovetaurilius (familiarmente Suet) e la Battaglia di Otmoor.





IN ELABORAZIONE

Percentuale di completamento:
10,2 %